Buona partecipazione, interventi di alto livello, degustazioni e street food bio per tutti i gusti, buona musica con la Panaro River band e un mercatino di prodotti del territorio, che hanno messo al centro dell’attenzione imprese che fanno dell’attenzione al biologico un vero e proprio cavallo di battaglia.
Tutto questo è stata la prima edizione di “È-Bio, l’Emilia che coltiva il futuro”, il Festival dei Distretti Biologici che si è svolta nella suggestiva cornice del parco di Rocca Rangoni a Spilamberto. Sabato 29, dopo l’apertura con il Sindaco di Spilamberto Massimo Glielmi e l’eurodeputata Cristina Guarda, al centro è stata messa la presentazione del Bioviandante, progetto di turismo lento che collega, attraverso percorsi escursionistici sull’Appennino modenese e che ha fatto da link con il Festival nazionale IT.A.Cà, per la valorizzazione del turismo lento e del territorio. Alessio Mammi, Assessore regionale all’Agricoltura, Agroalimentare, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna, è intervenuto ribadendo come circa il 20% delle superfici in regione siano condotte a biologico: «Il momento è di grande difficoltà per l’agricoltura in generale e per il settore del bio in particolare. Ci sono problemi nei prezzi e nei consumi, ma è molto importante il ruolo dei biodistretti perché diffondono la cultura del biologico anche tra persone non addette ai lavori. Continueremo a sostenere i biodistretti con convinzione come abbiamo fatto in questi anni, così come continueremo a sostenere le produzioni biologiche». Il Sindaco Glielmi ha sottolineato: «Siamo molto orgogliosi di aver avuto a Rocca Rangoni tutti i distretti biologici dell’Emilia perché arricchiscono il nostro territorio e siamo contenti che sia stato scelto Spilamberto per questa iniziativa».
Domenica altri interventi di grande spessore come quello sugli allevamenti estensivi e sul ruolo del biologico e quello di Fiorella Belpoggi, ex direttrice dell’Istituto Ramazzini Bologna, centro di ricerca indipendente che si occupa della lotta contro i tumori e lo studio delle malattie ambientali. A chiudere la parte convegnistica una interessante e partecipata tavola rotonda con la cittadinanza.
Viola Servi, presidente del Distretto Biologico Valli del Panaro e Appennino Modenese che ha promosso l’iniziativa, ha concluso: «Siamo molto contente e contenti del risultato e dell’affluenza, speriamo di poter riproporre questo festival il prossimo anno, per rimettere al centro questi temi così importanti per il nostro territorio e per tutta la cittadinanza».

