Ha trovato la forza e il coraggio di denunciare anni di comportamenti persecutori sistematici, consentendo ai Carabinieri della Stazione di Correggio di intervenire rapidamente per garantirle la necessaria protezione. Il 14 ottobre 2026, i militari hanno eseguito un’ordinanza che stabilisce il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima, abbinata all’uso di un braccialetto elettronico. Il provvedimento, richiesto dalla Procura di Reggio Emilia ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Emilia, riguarda un uomo di 39 anni residente a Correggio, attualmente disoccupato, indagato per atti persecutori aggravati.
La vicenda è ancora nella fase preliminare delle indagini, con ulteriori approfondimenti previsti per valutare eventuali sviluppi sul piano penale. La misura cautelare rappresenta il risultato di un’indagine meticolosa nata in seguito alla dettagliata denuncia presentata dalla vittima, una donna di 50 anni residente nello stesso comune. Quest’ultima ha descritto una lunga serie di persecuzioni psicologiche e molestie iniziate nel 2018 e proseguite anche dopo la conclusione definitiva della loro relazione sentimentale.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni condotte dai Carabinieri, l’uomo avrebbe sfruttato la vicinanza delle abitazioni per esercitare un controllo costante sulla vittima. Avrebbe inviato un gran numero di messaggi e contenuti a sfondo sessuale non richiesti tramite varie piattaforme di messaggistica e social media. Per aggirare i continui blocchi imposti dalla donna, avrebbe inoltre attivato almeno sette utenze telefoniche e creato numerosi profili social per contattarla. Molte delle comunicazioni avvenivano tramite messaggi progettati per cancellarsi automaticamente dopo la lettura.
Il suo comportamento ossessionante non si limitava ai messaggi: monitorava le abitudini quotidiane della donna, seguendo gli orari delle sue uscite e dei suoi rientri. Si sarebbe reso responsabile anche di atti di esibizionismo e avrebbe effettuato visure al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) per risalire agli intestatari delle auto parcheggiate vicino all’abitazione della vittima, importunandoli successivamente.
Questa condotta prolungata ha causato nella donna uno stato di grave ansia e timore per la propria sicurezza al punto da indurla a modificare profondamente le proprie abitudini quotidiane: vivere con le tapparelle sempre abbassate ed evitare i luoghi abitualmente frequentati a Correggio.
Le prove raccolte dai Carabinieri sono state pienamente accolte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, che ha richiesto la misura cautelare successivamente approvata dal Giudice per le Indagini Preliminari. Il provvedimento vieta all’indagato di avvicinarsi a meno di 1.000 metri dai luoghi frequentati dalla vittima e gli impedisce qualsiasi forma di contatto con lei, sia diretto che indiretto, incluso telefonico o telematico. Per garantire il rispetto delle disposizioni, è stato predisposto l’uso di dispositivi elettronici di monitoraggio a distanza.

