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L’andamento della stagione turistica sull’Appennino modenese è a tinte chiaroscure: molti turisti, ma crollano del 40% le prenotazioni fino a fine luglio nelle strutture alberghiere che risultano invece essere vicine al tutto esaurito soltanto nella settimana di ferragosto. Per le vacanze si preferisce la sistemazione in casa: altissima la richiesta di affitti turistici e netta ripresa della compravendita di immobili. Sono i primi dati raccolti da Assoturismo Confesercenti: “Questo scenario è un’occasione per ripensare il sistema turistico: è necessario riqualificare le strutture ricettive e promuovere il nostro Appennino ad ampio raggio”.

Effetto covid anche sulle vacanze estive, che – vuoi per difficoltà economiche, vuoi per la preoccupazione di spingersi oltre i confini nazionali mentre il virus è ancora in circolazione – spinge i modenesi, come la maggioranza degli italiani, a optare per mete vicine: una forte percentuale di turisti sta infatti ripopolando le montagne del nostro Appennino.

Assoturismo Confesercenti fa un primo bilancio della stagione, tastando il polso alle attività commerciali e ricettive della zona: ristoratori e commercianti non si lamentano, poiché per loro il calo del giro d’affari dei mesi scorsi dovuto allo stop forzato sta in parte rientrando.

Chi invece continua a risentire del post pandemia sono gli hotel: i vacanzieri preferiscono sistemarsi in case e appartamenti e oltre agli affitti turistici sono ripartite anche le compravendite, con una risalita del valore degli immobili.

Al 31 luglio alberghi, pensioni e hotel hanno perso il 40% degli incassi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: sono mancate le prenotazioni dei vari gruppi organizzati (ancora fermi) e quelle dei campus estivi delle società sportive; bene i primi quindici giorni di agosto: fino a ferragosto le strutture ricettive sono quasi tutte al completo, ma dal 21 in poi le prenotazioni crollano nuovamente, quindi anche il mese in corso sarà in negativo rispetto al 2019.

Per Assoturismo Confesercenti questo rinnovato interesse per l’Appennino deve spingere a ripensare l’intero sistema turistico dell’area: “Se questa pandemia avrà cambiato le nostre abitudini di vita, non solo a breve termine, è probabile che anche in futuro il turismo sarà concepito diversamente: più consapevole, più a “Km zero”, con un nuovo focus sulla natura, la sicurezza e la sostenibilità – sottolinea Daniele Cavazza, Coordinatore del settore Turismo e Pubblici Esercizi di Confesercenti Modena – Il nostro Appennino, inteso nel senso più ampio del termine comprendendo anche la fascia pedemontana e collinare, da questo punto di vista è una risorsa incredibile, ma deve farsi trovare pronto per le prossime stagioni: è necessario costruire un sistema turistico più completo, meno frammentato, con risorse per la riqualificazione delle strutture ricettive e un’adeguata promozione che vada anche oltre le province limitrofe”.