Un 27enne, condannato per il tentato omicidio a calci e pugni di un 39enne nel 2019, si è visto sospendere la misura alternativa dal Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia dopo una serie di gravi violazioni, aggressioni verbali e la distruzione dell’abitazione di famiglia.
Nonostante la concessione di una misura alternativa finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo, la risposta del condannato è stata caratterizzata da condotte prevaricatorie in famiglia, assenza dal domicilio e la completa devastazione dell’immobile messo a disposizione dai propri genitori.
Il Magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia ha disposto la sospensione provvisoria immediata dell’affidamento in prova al servizio sociale con contestuale ordine di riaccompagnamento in carcere per un 27enne di origine moldava e cittadino italiano residente a Boretto. L’uomo era stato ammesso all’affidamento in prova con ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Bologna lo scorso 14 maggio 2026, con un termine pena fissato al 16 marzo 2029. La misura si fondava sul reinserimento lavorativo presso un’azienda di Brescello, su un percorso di volontariato a Modena e sulla disponibilità dei genitori ad ospitarlo presso l’abitazione di Boretto. Tuttavia, come poi accertato l’affidamento ha avuto sin da subito un esito totalmente negativo.
Già nelle notti del 5 e 6 luglio scorsi, il giovane non è stato trovato in casa durante i controlli notturni eseguiti dai Carabinieri di Boretto. Il successivo provvedimento di diffida emesso dal Magistrato non è stato nemmeno notificato a causa dell’irreperibilità telefonica dell’uomo. Durante un colloquio il 27enne ha ammesso di essere ancora in cerca di lavoro, confermando che la proposta di assunzione posta a fondamento della misura alternativa non si era mai concretizzata. Tramite il proprio legale, i genitori hanno revocato formalmente la disponibilità ad ospitarlo, denunciando condotte prevaricatorie che duravano fin dal 2019 volte a farsi consegnare denaro per l’acquisto di alcol e stupefacenti. Alle resistenze dei familiari, il 27enne rispondeva con ingiurie a sfondo razzista e minacce.
L’appartamento di Boretto destinato alla sua permanenza è stato reso completamente inagibile dallo stesso 27enne, che ha sradicato il condizionatore e la cassetta del WC, distrutto la caldaia, la doccia e la rubinetteria e scardinato le porte. Nel provvedimento viene evidenziato come il soggetto si sia dimostrato del tutto privo della capacità di autocontrollo necessaria per l’esecuzione della pena fuori dal carcere. Ripetendo lo stesso schema comportamentale e la stessa aggressività già all’origine del delitto per il quale era stato condannato, la Magistratura di Sorveglianza ha ritenuto nullo ogni margine di idoneità della misura nel prevenire la recidiva.
Il Magistrato ha quindi ordinato l’immediata traduzione del 27enne in istituto penitenziario, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Sorveglianza di Bologna per la formale revoca dell’affidamento. I carabinieri di Boretto, ricevuto il provvedimento, vi davano esecuzione e dopo averlo rintracciato lo conducevano in carcere. La condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione (scaturita dal rito abbreviato) risale al grave episodio di violenza avvenuto l’8 dicembre 2019 a Boretto. In un’abitazione di via Viazza, al culmine di una lite scoppiata per futili motivi e aggravata dall’abuso di alcol, il 27enne – praticante della boxe e già noto alle forze dell’ordine per il carattere violento – infierì con inaudita spietatezza su un 39enne ucraino.
La vittima fu tempestata di calci, pugni e schiaffi al capo anche dopo essere caduta a terra priva di sensi. Solo l’intervento dei coinquilini evitò l’esito fatale. Il 39enne, rimasto intubato e ventilato nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Parma con gravi fratture facciali, fu dichiarato fuori pericolo solo successivamente. Il 27enne fu arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dall’aver messo in pericolo la vita della persona offesa.

