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Via Francigena, l’Emilia-Romagna entra nell’Aevf



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Più forza alla collaborazione con i territori europei attraversati dalla Via Francigena e nuove opportunità per valorizzare borghi, paesaggi e comunità lungo uno dei più importanti cammini storici d’Europa.

L’Emilia-Romagna entra nell’Associazione europea delle Vie Francigene (Aevf), l’organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa che coordina la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile dello storico itinerario, candidato a Patrimonio mondiale Unesco.

Il percorso era iniziato lo scorso maggio, quando l’Assemblea legislativa aveva approvato all’unanimità la legge regionale per l’ingresso dell’Emilia-Romagna nell’Associazione. Ora il via libera della Giunta completa l’iter: la Regione aderisce come socio ordinario, con una quota associativa di 6mila euro all’anno per il triennio 2026-2028, pari a 18mila euro complessivi.

L’adesione permetterà alla Regione di partecipare direttamente alle attività dell’Aevf e lavorare insieme a istituzioni europee, organizzazioni internazionali, università, associazioni ed enti impegnati lungo la Via Francigena e gli altri itinerari culturali europei. L’Associazione, che ha sede a Fidenza (Pr) ed è riconosciuta dal Consiglio d’Europa come réseau porteur della Via Francigena, coordina iniziative per la tutela e la valorizzazione del cammino, la promozione dei territori attraversati e delle produzioni locali e il miglioramento di infrastrutture e servizi per pellegrini e camminatori, con l’obiettivo di favorire una fruizione sempre più sostenibile del percorso.

“L’ingresso nell’Associazione europea delle Vie Francigene rafforza il ruolo dell’Emilia-Romagna dentro una rete che unisce territori e comunità attorno a uno dei grandi itinerari culturali europei- affermano la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni-. Vogliamo portare il nostro contributo a questo lavoro comune e, allo stesso tempo, dare ancora più forza a quello costruito in questi anni insieme agli enti locali e alle comunità attraversate dalla Via Francigena. Far parte di questa rete ci permetterà di condividere progettualità, esperienze e buone pratiche con gli altri territori europei, lavorando insieme per rendere il cammino sempre più accessibile, qualificare i servizi e migliorare l’esperienza di chi lo percorre. La Via Francigena mette insieme patrimonio storico e culturale, paesaggio, produzioni locali e turismo lento. Su questa capacità di connettere e valorizzare le diverse vocazioni territoriali vogliamo continuare a investire, facendo dei cammini non soltanto una grande opportunità turistica durante tutto l’anno, ma una leva di sviluppo capace di sostenere le economie locali, creare nuove opportunità e contribuire alla crescita delle comunità”.

La Via Francigena in Emilia-Romagna

Uno dei principali itinerari storici, culturali e spirituali d’Europa, percorso nei secoli da pellegrini e viaggiatori diretti a Roma. La Via Francigena collega Canterbury alla Capitale e prosegue verso la Puglia e Santa Maria di Leuca, attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia. Riconosciuta nel 1994 come Itinerario culturale del Consiglio d’Europa e candidata a Patrimonio mondiale Unesco, è oggi uno dei punti di riferimento europei per il turismo lento e sostenibile.

In Emilia-Romagna la Via Francigena attraversa per quasi 200 chilometri le province di Piacenza e Parma, dal Po e dal Guado di Sigerico fino all’Appennino parmense e al confine con la Toscana. Un percorso che si articola in sei tappe e alcune varianti storiche tra borghi e città d’arte, pievi e castelli, paesaggi rurali e aree naturalistiche, mettendo in relazione patrimonio storico e culturale, ambiente, produzioni locali e accoglienza.

La Via Francigena fa parte del circuito regionale dei Cammini e degli itinerari di pellegrinaggio, che conta oggi 22 percorsi dedicati a viandanti e pellegrini. Un’offerta sulla quale la Regione lavora da anni per qualificare l’accoglienza e i servizi, promuovere forme di turismo lento e sostenibile e valorizzare il patrimonio naturale, artistico, culturale ed enogastronomico dei territori attraversati.

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