Condannato l’imputato accusato di macellazione clandestina di agnelli denunciato da LAV nel 2024. Nell’udienza era stata confermata l’illegalità della condotta e venerdì è arrivata la decisione di condanna dell’imputato al pagamento di un’ammenda di 3700 euro oltre che il risarcimento del danno.
“La macellazione degli animali è sempre violenta, perché costringe alla morte un animale che vorrebbe invece vivere. Partendo da questa verità inconfutabile, i requisiti di legge sono finalizzati a ridurre la sofferenza e la paura degli animali in quei momenti, che possono anche essere molto lunghi. Il mancato rispetto di questi requisiti espone gli animali a vere e proprie condizioni di tortura. – Ha dichiarato Lorenza Bianchi, responsabile LAV Area animali negli allevamenti. – Ringraziamo chi non si è voltato dall’altra parte e ci ha segnalato quanto stava accadendo, permettendoci di intervenire anche direttamente sul posto e testimoniare quanto accaduto in tribunale”.
La normativa vigente definisce i requisiti per la protezione degli animali durante l’uccisione, stabilendo che “l’abbattimento e le operazioni correlate devono essere effettuati in condizioni tali da non causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”. A questo fine è obbligatorio lo stordimento preventivo che assicuri che la perdita di coscienza e di sensibilità sia mantenuta fino alla morte dell’animale per non sottoporlo a quei dolori e sofferenze definiti come “evitabili”. Lo stesso Regolamento 1099/2009 prevede che “l’abbattimento e le operazioni correlate sono effettuati esclusivamente da persone che abbiano un adeguato livello di competenze per l’esecuzione di dette operazioni”. Tali disposizioni si applicano anche alla macellazione domestica e quindi al caso di specie.
“Questa è l’occasione per ricordare che la legge stabilisce degli standard minimi di tutela degli animali, ma ciò non modifica la natura stessa della zootecnia, che si basa su costrizione, procedure invasive e morte violenta degli animali”. – conclude Bianchi.
LAV ringrazia l’avvocato Massimiliano Canè del foro di Bologna per l’assistenza legale fornita nel caso.

