Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Guiglia hanno arrestato una 50enne, di origine campana e di fatto senza fissa dimora, ritenuta responsabile di furto aggravato ai danni della Chiesa Parrocchiale di San Geminiano Vescovo di Guiglia.
L’intervento trae origine dalla segnalazione di un cittadino che, notando una donna aggirarsi con fare sospetto tra le cassette destinate alla raccolta delle offerte dei fedeli, ha immediatamente richiesto l’intervento dei Carabinieri tramite il Numero Unico di Emergenza 112.
Giunti sul posto, i Carabinieri hanno individuato la donna nei pressi della piazza antistante la chiesa. I successivi accertamenti, supportati dalla visione delle immagini dell’impianto di videosorveglianza interno, hanno consentito di ricostruire quanto avvenuto: l’indagata, rimasta all’interno del luogo di culto per oltre un’ora, aveva utilizzato un metro flessibile e nastro adesivo per estrarre il denaro contenuto nelle cassette delle offerte, ripetendo più volte la medesima operazione su diversi raccoglitori.
Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto nella sua borsa circa 150,00 euro in monete e banconote. Tra queste, una banconota da 10 euro presentava ancora evidenti residui del nastro biadesivo utilizzato per l’estrazione del denaro dalle cassette delle offerte, mentre altre due banconote da 5 euro risultavano strappate, particolari che hanno trovato puntuale riscontro nelle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza della chiesa.
L’attività investigativa ha inoltre consentito di accertare che la stessa fosse già stata più volte controllata nel territorio e segnalata, anche recentemente, per analoghi episodi verificatisi all’interno della medesima chiesa. La cinquantenne non era nuova a fatti del genere. Nel dicembre del 2024 era infatti già stata arrestata dai Carabinieri della Stazione di Guiglia, sempre in flagranza, per un analogo furto aggravato ai danni delle cassette delle offerte della stessa parrocchia, circostanza che aveva consentito di interrompere una serie di ammanchi che da tempo interessavano il luogo di culto.
Oggi, il Giudice del Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto, applicando nei confronti dell’indagata la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Guiglia.

