Nel corso del pomeriggio del 18 settembre scorso, i Carabinieri della Stazione di Maranello hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, due uomini, gravemente indiziati del delitto di tentata truffa aggravata in concorso, commessa ai danni di un’anziana residente locale, mediante la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”.
L’intervento dei militari scaturiva da una serie di segnalazioni pervenute nella stessa mattinata da parte di cittadini che riferivano di essere stati contattati telefonicamente da un uomo, presentatosi come “Maresciallo” in servizio presso il locale presidio dell’Arma, il quale chiedeva informazioni sulla disponibilità di autovetture, sulla presenza di familiari in casa e sull’eventuale possesso di gioielli e preziosi da confrontare con la refurtiva proveniente da recenti fatti delittuosi.
Alle ore 12.40 circa, il figlio della predetta donna anziana segnalava al Numero Unico di Emergenza 112 un ulteriore tentativo effettuato dal sedicente maresciallo, il quale le aveva preannunciato l’arrivo presso l’abitazione di un “perito” incaricato di visionare i gioielli di famiglia.
La tempestiva comunicazione consentiva ai Carabinieri di raggiungere immediatamente l’abitazione, nel momento in cui un uomo si presentava alla vittima quale “perito” inviato dall’Arma, chiedendo appunto di visionare i preziosi custoditi in casa.
L’indagato veniva bloccato nelle immediate vicinanze dell’abitazione, mentre il complice veniva rintracciato poco distante, alla guida di un’autovettura con il motore acceso, pronto per la fuga. Entrambi venivano arrestati.
Ieri, in sede di udienza, su richiesta di questa Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena convalidava gli arresti, disponendo per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza, con divieto di allontanamento senza autorizzazione e con obbligo di permanere presso le abitazioni dalle ore 22.00 alle ore 06.00.
Si rammenta che le persone sottoposte ad indagini devono considerarsi presunte innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.

