Un’esperienza di lavoro e di lotta per i diritti che ha segnato la storia della Cgil reggiana nella sua orgogliosa e combattiva componente femminile.
Paola Vezzosi, 82 anni, ex delegata storica di Max Mara tra gli anni ‘60 e la fine del secolo scorso ha partecipato attivamente insieme ad altre delegate del settore alle lotte per i diritti e la rappresentanza sindacale sul luogo di lavoro, gli scioperi nel settore tessile fino agli anni 2000 quando ha continuato nel Sindacato pensionati di Reggio Emilia e nel suo quartiere di Via Mascagni ad essere memoria presente di una stagione mai sopita di militanza .
In una lettera aperta degli ex delegati Bloch e Max Mara (comparsa sul Manifesto nel 2011 a difesa delle lotte degli operai di Mirafiori e a Pomigliano per l’occupazione e contro la limitazione di diritti sul lavoro) così alcune delegate storiche, tra cui Paola, affermavano:
“Noi delegate tessili abbiamo visto un’altra stagione, un tempo in cui le grandi aziende consentivano esperienze comuni, lotte di emancipazione economica e della subalternità soprattutto per le donne. Il lavoro non solo come necessità di affrancarsi dalla povertà, ma come avanzamento verso l’uguaglianza, le richieste di scuole per l’infanzia, le mense, il controllo della salute … Alla Max Mara le lavoratrici erano ostacolate nell’esercizio dei diritti che nelle altre fabbriche erano condizioni e relazioni normali. Le condizioni di lavoro determinate dal cottimo per es. hanno rappresentato umiliazioni e divisioni”.
Paola, anche da pensionata nella sua presenza in qualità di attivista allo Spi Cgil di quartiere (nella 3^ Lega) e nella struttura provinciale – e non di meno nello stesso Coordinamento Donne Spi – mostrava sempre la sua inclinazione concreta e di principio contro i sistemi dominanti e le politiche della cosiddetta modernità. E praticava un doppio registro di concretezza: continuare a battersi e a partecipare alle lotte nazionali, agli scioperi contro le svolte autoritarie dell’industria italiana e locale nei diversi comparti produttivi. A battersi per la tutela individuale a favore di pensionati e lavoratori, nei loro diritti a un welfare pensionistico a portata delle persone. Un lavoro competente con gli iscritti e con chi veniva a conoscenza di un Sindacato pensionati vicino alle persone sul territorio e uno slancio militante a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori sempre più fragili e ricattati dalla solitudine sul e nell’organizzazione del lavoro.
Il Coordinamento Donne Spi di Reggio Emilia ricorda e riconosce la forza concreta della sua militanza e di tutte le delegate storiche che con lei hanno combattuto lotte che hanno segnato l’affermazione di diritti universali per tutte e tutti; conserviamo con gratitudine la biografia delle sue fatiche come lavoratrice e come donna, in famiglia, sul lavoro, nei servizi e sul territorio; ci stringiamo a Sabrina e Ilic, suoi figli e figli della CGIL che tanto hanno dato alla confederazione reggiana e regionale.
Il Coordinamento donne Spi Cgil di Reggio Emilia

