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Scippi e rapine commesse nel centro di Reggio Emilia: in manette i membri della “banda del monopattino”



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Scippi e rapine commesse nel centro di Reggio Emilia: in manette i membri della “banda del monopattino”La Polizia di Stato di Reggio Emilia ha arrestato un gruppo di cittadini extracomunitari che, tra il mese di aprile e la fine del mese di maggio scorso, avrebbero messo a segno otto episodi tra furti con strappo e rapine nel centro città, agendo con modalità consolidate e utilizzando un monopattino elettrico per raggiungere rapidamente le vittime, dopo averle accuratamente selezionate, e garantirsi successivamente la fuga. La reiterazione dei reati e la particolare spregiudicatezza dell’azione avevano generato un diffuso allarme sociale tra i cittadini reggiani.

Nei giorni scorsi, al termine di articolate e minuziose attività di indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Dott. Calogero Gaetano Paci, la Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza applicativa di misura cautelare della custodia in carcere, arrestando i membri del gruppo composto da tre cittadini egiziani, di età compresa tra i 19 e 21 anni, due dei quali già noti alle forze dell’ordine.

Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Emilia hanno consentito di appurare che il gruppo fosse ben organizzato e caratterizzato da una precisa suddivisione dei compiti: c’era chi conduceva il monopattino, chi materialmente si impossessava dei beni delle vittime, ovvero collane d’oro, e chi svolgeva funzioni di controllo e supporto, monitorando l’area per agevolare l’azione criminosa e la successiva fuga.

In alcune occasioni i soggetti, che agivano quantomeno in due, nel tentativo di consumare il furto con strappo, perseveravano nell’azione criminosa nonostante la resistenza opposta dalla persona offesa, facendo ricorso a violenza fisica e all’utilizzo di spray al peperoncino al fine di garantirsi la successiva fuga.

La prima rapina sarebbe stata consumata nel pomeriggio dell’8 aprile 2026 in via Vecchi ai danni di una signora di nazionalità ucraina, alla quale i presunti autori avrebbero asportato una collana d’oro, ricorrendo alla violenza per vincere la sua opposizione.

Il secondo episodio, invece, sarebbe stato perpetrato nel pomeriggio del 29 aprile scorso all’intersezione tra via Dante Alighieri e via Roma ed anche in questo a caso ad essere presa di mira dalla banda è stata una donna dell’est Europa, privata della sua collana d’oro.

Pochi giorni dopo, ovvero il primo maggio, i tre giovani egiziani avrebbero messo a segno un nuovo colpo, questa volta in via Veneri ai danni di un uomo asiatico nei confronti del quale i tre malfattori, pur di conseguire il loro profitto, avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino per farlo desistere ed impossessarsi della collana d’oro che indossava.

Nei giorni a seguire gli indagati si sarebbero resi responsabili di ulteriori analoghi episodi. In poche ore tra il pomeriggio del 3 maggio e la mezzanotte seguente avrebbero compiuto una rapina in viale Timavo ai danni di una donna dell’est Europa appropriandosi con violenza della sua collana d’oro e della borsa.

Nelle ore seguenti in Piazzale Europa avrebbero messo a segno una nuova rapina, ai danni questa volta di un uomo avvicinato con un banale pretesto e poi aggredito per conseguire l’impossessamento della collana che portava al collo.

Nel pomeriggio del 7 maggio scorso, due dei tre indagati avrebbero agito di nuovo, rapinando una signora reggiana all’altezza del Campo di Marte e nel pomeriggio del 20 maggio avrebbero compiuto un’altra rapina ai danni di una donna dell’est Europa in via Cellini.

L’ottavo episodio di rapina risale, invece, alla notte del 27 maggio 2026 in Piazzale Europa dove a farne le spese questa volta è stato un uomo italiano, caduto accidentalmente dalla bicicletta e finito in balia di un gruppo di soggetti in corso di identificazione tra i quali figurava uno degli odierni arrestati che, fingendo di volerlo aiutare, alla fine si impossessava con violenza del telefono, degli occhiali da sole e della bicicletta stessa del malcapitato.

Gli investigatori della sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Reggio Emilia, attraverso l’esecuzione di specifici servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio, sono riusciti a risalire all’identità dei presunti autori dei fatti delittuosi commessi.

Tali risultanze investigative sono state corroborate dalla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali, dalle dichiarazioni delle persone offese e dei testimoni dei fatti, dall’analisi dei social network in uso agli indagati, permettendo così agli agenti della Polizia di Stato di ricostruire i ruoli ricoperti da ciascuno degli indagati nei diversi episodi delittuosi e raccogliere un solido quadro probatorio condiviso dall’Autorità Giudiziaria che ha emesso i provvedimenti restrittivi.

Trattandosi di soggetti senza fissa dimora, soliti cambiare abitazione frequentemente al fine di non lasciare tracce e non essere facilmente rintracciabili, anche la fase dell’esecuzione delle misure cautelari ha richiesto un particolare impegno da parte degli investigatori reggiani che sono riusciti, in poco tempo, ad arrestarli tutti e tre assicurandoli alla giustizia.

L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana, prosegue al fine di verificare il coinvolgimento degli indagati in altri episodi analoghi commessi negli ultimi giorni.

Essendo il procedimento penale nella fase delle indagini preliminari, vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

 

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