Ora in onda:
____________

Reggio Emilia: ai domiciliari per rapina aggravata maltratta i genitoriArrestato per una rapina aggravata commessa a Reggio Emilia nel settembre del 2022, aveva ottenuto a marzo dell’anno scorso gli arresti domiciliari, grazie alla disponibilità dei genitori ad accoglierlo in casa. Dopo i primi mesi di pacifica convivenza, il ragazzo ha incominciato ad assumere atteggiamenti violenti contro i genitori, oggetto di reiterate vessazioni psichiche e fisiche, tanto da vederli costretti ad andare a dormire in macchina per paura che il loro figlio gli facesse del male.

Gravi condotte quelle denunciate solo nei giorni scorsi ai carabinieri della stazione di Corso Cairoli dai genitori, che oltre a vedere la Procura reggiana aprire un’inchiesta in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia, ha visto la Corte d’Appello del capoluogo felsineo, informata dagli stessi carabinieri, sostituire la misura degli arresti domiciliari applicata al 25enne con quella della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato quindi trasmesso ai carabinieri della stazione di Reggio Emilia Principale che vi hanno dato esecuzione conducendo il 25enne in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati.

L’ultimo episodio di violenza del ragazzo risalente ai primi di febbraio ed ha visto i carabinieri della stazione di Corso Cairoli denunciare alla Procura reggiana il giovane per maltrattamenti in famiglia e nel contempo informare la Corte d’Appello del capoluogo felsineo, competente per l’esecuzione della misura degli arresti domiciliari che beneficiava in casa dei genitori. Quest’ultima autorità giudiziaria, recependo la segnalazione, revocava il beneficio disponendo per il giovane il carcere. Il procedimento, nella fase delle indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine di consentire al Giudice di verificare l’eventuale piena responsabilità dell’indagato.


Previous articleViolento alla vista dei carabinieri, arrestato a Castelnovo Monti
Next articleScuola, D’Aprile (Uil) “Contro la violenza serve cultura del rispetto”