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Occupazione nell’Appennino reggiano: il tasso in montagna è leggermente inferiore rispetto alla media provinciale



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Occupazione nell’Appennino reggiano: il tasso in montagna è leggermente inferiore rispetto alla media provincialeI comuni dell’Appennino reggiano sono caratterizzati da opportunità ma, allo stesso tempo, anche da criticità, alcune nuove e altre, invece, già conosciute. A livello demografico, i 7 comuni montani rappresentano il 16,7% dei 42 comuni reggiani. Questi coprono il 34,8% del territorio provinciale, in cui risiede il 6,1% della popolazione reggiana, con una densità abitativa media di 40 abitanti per chilometro quadrato (è in media di 232 abitanti per chilometro quadrato se si considera l’intera provincia).

Soffermandosi sull’occupazione, nei 7 comuni montani dell’Appennino Reggiano, cioè Carpineti, Casina, Castelnovo ne’ Monti, Toano, Ventasso, Vetto e Villa Minozzo, gli ultimi dati aggiornati al 2023 rilevano quasi 15 mila occupati e circa 700 disoccupati in cerca di lavoro, per un totale di 15.600 attuali e potenziali lavoratori, che compongono la forza lavoro locale. È quanto fotografa l’ufficio studi Lapam Confartigianato all’interno di un’analisi complessiva sulla demografia d’impresa e sull’occupazione nel territorio montano. Come si nota dallo studio, altre 13 mila persone di 15 anni e più sono escluse dal mercato del lavoro (inattivi), tra cui rientrano studenti, pensionati, casalinghe e altri soggetti demotivati dal contesto economico che non tentano un reinserimento occupazionale.

In montagna lavora il 52,5% della popolazione, quota leggermente più bassa rispetto alla media provinciale che si attesta al 54,7%. Risulta lievemente inferiore anche il coinvolgimento della popolazione nel mercato del lavoro: il tasso di attività, che misura il rapporto tra forza lavoro e popolazione in età lavorativa, è del 54,9% rispetto al 57,5% della provincia di Reggio Emilia. Nel 2023 il tasso di disoccupazione in montagna si attesta al 4,3%, inferiore rispetto al 5% in provincia di Reggio Emilia. Negli ultimi dieci anni è aumentato sia il numero di occupati che di forza lavoro nei comuni montani, a fronte di un calo della popolazione nello stesso periodo. Questo porta a un innalzamento del tasso di occupazione, che dal 2013 al 2023, ultimo dato disponibile, cresce di 5,7 punti.

«Per migliorare questo trend – commentano da Lapam Confartigianato – è necessario che si investa sulle infrastrutture, specie su quelle di trasporto. Come evidenziano i dati del nostro ufficio studi, un imprenditore di montagna in un anno impiega più del doppio di tempo rispetto a un imprenditore in area non montana per accedere ad autostrade, stazioni ferroviarie, aeroporti e porti più prossimi. A parità di esigenze di spostamento infatti, un imprenditore in appennino impiega in media 58 minuti contro i 23 medi in provincia di Reggio Emilia. Questo divario di tempi di percorrenza, stimato in un maggiore costo medio annuo di 2.168 euro in più per l’imprenditore di montagna rispetto a un imprenditore attivo altrove, va ad impattare negativamente anche sull’occupazione».

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