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Nuove tecniche di gestione per una nuova filiera del legno: più sostenibile da un punto di vista ambientale ed economicoUna  filiera del legno “made in Emilia-Romagna” più sostenibile sia da un punto di vista ambientale, che economico. In grado cioè di incrementare l’assorbimento di anidride carbonica e di rendere i boschi più resilienti alle avversità climatiche, ma anche di promuovere occasioni di crescita e sviluppo in particolare nelle aree periferiche e montane.

Guarda anche alle oltre 3mila imprese che tra Rimini e Piacenza sono attive nel settore del legno e della forestazione e che danno lavoro a oltre 10.200 persone, il progetto Life CO2 PES &PEF, i cui risultati sono stati presentati oggi a Bologna alle Unioni montane di Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giuli e che il prossimo 24 marzo saranno al centro di un’iniziativa a Milano – promossa anche questa dalla Regione –  che vedrà la partecipazione del Ministero della Sovranità alimentare e delle foreste, delle Regioni del Centro Nord e del C.R.E.A., il Consiglio nazionale per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

“Le foreste hanno un ruolo fondamentale nel contrasto ai cambiamenti climatici fornendo servizi ecosistemici primari come la regolazione dell’acqua e dell’aria e mettendo a disposizione legno e altri prodotti– commenta Barbara Lori, assessora a Forestazione, parchi, programmazione territoriale e paesaggistica -. Come Regione riteniamo necessario sostenere un processo che coinvolga tutte le componenti della società, a partire dalle imprese, dai cittadini e dalle istituzioni. L’obiettivo è quello di alimentare un circuito virtuoso condiviso attraverso innovazioni, nuove forme di investimenti e nuovi sistemi di monitoraggio. Un percorso che deve agevolare la mobilitazione di risorse private in cooperazione con la finanza pubblica, consentendo di affrontare la transizione ambientale in modo sostenibile e strategico”.

Nuove tecniche di gestione forestale

Boschi e foreste che rigenerano l’ambiente dunque, ma che possono anche dare un contributo importante a “rigenerare” l’economia a beneficio delle comunità locali. E’ questa la scommessa del progetto Life che si sta avviando a conclusione e che ha visto mettere a punto innovative tecniche di gestione forestale, sperimentate nei territori del demanio forestale regionale in provincia di Forlì-Cesena e in quelli delle proprietà collettive della Comunalie Parmensi, oltre che nelle aree del demanio regionale di Fusine in Friuli Venezia Giulia.

Dimostrando un incremento della capacità di immagazzinare anidride carbonica, oltre che di ridurre il rischio idrogeologico e il pericolo di incendi e di schianti.

Ma non solo. Tra gli obiettivi del progetto anche quello di promuovere una filiera del legno locale sempre più sostenibile e sempre più orientata alla produzione di prodotti per l’edilizia e l’arredamento, dunque di lunga durata, laddove oggi la destinazione principale è quella energetica. Un’opportunità anche economica visto che oggi l’Italia è un paese che importa l’80% del proprio fabbisogno di prodotti legnosi.

Le imprese del settore per provincia

Su 3.040 imprese attive nella filiera del legno, in provincia Piacenza sono 217, in quella di Parma 449, in quella di Reggio Emilia 477, mentre nel Modenese 508. E ancora; in provincia di Bologna le imprese del legno sono 510, nel Ferrarese 178, nel Ravennate 183. Infine sono 302 in provincia di Forlì-Cesena e 216 nel Riminese.

In Emilia-Romagna la superficie boschiva è pari a 630mila ettari, il 28%  del territorio regionale. Dall’inizio della legislatura la Regione per qualificare gli addetti che intervengono direttamente su questo straordinario serbatoio di ossigeno, biodiversità e servizi per l’uomo e per l’ambiente ha realizzato nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 47 corsi di formazione, cui hanno partecipato oltre 1.300 operatori forestali.

Coordinato dalla Scuola superiore San’Anna di Pisa, il progetto europeo Life CO2PES&PEF è stato avviato nel 2020 e ha visto la partecipazione, oltre che delle Regioni Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, del Consorzio Comunalie Parmensi, FederlegnoArredo, Legambiente, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e Università degli Studi di Milano.


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