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La Polizia di Frontiera trasforma l’Aeroporto Marconi in una barriera contro il crimine



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La Polizia di Frontiera trasforma l’Aeroporto Marconi in una barriera contro il crimineSi fanno sempre più incisivi ed efficaci i controlli della Polizia di Stato presso lo Scalo Aereo “G. Marconi” di Bologna che si conferma una frontiera strategica della sicurezza internazionale. Controlli sempre più evoluti, grazie anche all’entrata a pieno regime del nuovo sistema Entry Exit – che consente un’interfaccia analitica e immediata con le banche dati delle Autorità degli altri Paesi internazionali e quindi un controllo sulla totalità dei passeggeri– che hanno permesso alla Polizia di Frontiera di colpire duramente la criminalità transnazionale.

Il bilancio delle attività condotte nei primi mesi del 2026 è di 11 persone arrestate e condotte in carcere, tutte ricercate in quanto destinatarie a vario titolo di provvedimenti restrittivi.
Nello specifico, le verifiche documentali hanno fatto scattare il ripristino dell’ordine di carcerazione per 7 cittadini stranieri (due tunisini, due moldavi, un marocchino, un rumeno e un senegalese). Su di loro pendevano condanne definitive per reati contro la persona e contro il patrimonio emesse dalle Procure della Repubblica di Bologna, Firenze, Genova, L’Aquila e Vercelli. Dopo i rilievi fotodattiloscopici, i 7 soggetti sono stati trasferiti direttamente alla locale Casa Circondariale.
Nello stesso periodo, la cooperazione internazionale ha portato all’esecuzione di 3 Mandati di Arresto Europeo.
Il primo ha riguardato un cittadino albanese in partenza per Tirana, ricercato dalla magistratura belga per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, reato che prevede una pena massima di 15 anni.
Il secondo provvedimento è stato eseguito nei confronti di un cittadino afghano in arrivo da Istanbul, ricercato in Francia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, riciclaggio e associazione per delinquere, reati puniti dal codice transalpino con pene fino a 20 anni. In questo caso, l’intuito e l’acume investigativo degli Agenti sono stati decisivi:
nonostante un primo controllo non avesse evidenziato anomalie, la profilazione del passeggero ha spinto il personale ad approfondire gli accertamenti tramite la Sala Operativa Internazionale. L’incrocio dei dati e il confronto con le Autorità francesi hanno così permesso di confermare l’identità dell’uomo e l’attualità del mandato di cattura.
Infine, il terzo mandato europeo ha colpito un cittadino marocchino residente in Germania, intercettato al suo arrivo da Marrakech e ricercato dalle autorità tedesche per reati contro il patrimonio. Tutti e tre i soggetti sono stati associati al carcere bolognese a disposizione della Corte d’Appello competente.
L’ultimo importante risultato è arrivato nei giorni scorsi con l’arresto di un cittadino rumeno residente nel Regno Unito, fermato non appena sbarcato da un volo proveniente da Dublino. L’uomo è risultato essere un latitante internazionale ricercato dall’Interpol; su di lui pendeva infatti un mandato di arresto ai fini estradizionali emesso dalle Autorità Moldave per corruzione e falso, reati per i quali rischia fino a 10 anni di reclusione. Anche per lui si sono aperte le porte della casa circondariale, in attesa delle procedure di estradizione.

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