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La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” il primo paesaggio rurale di interesse storico-culturale dell’Appennino bolognese tutelato dal Ministero delle Politiche Agricole
I castagni monumentali di origine matildica (Credits ANA)

L’Accademia Nazionale di Agricoltura in accordo con il Comune di Alto Reno Terme e l’Associazione Castanicoltori Alta Valle del Reno annunciano con particolare soddisfazione che, a seguito della conclusione dell’iter di selezione che ne ha certificato i criteri di ammissibilità, la “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” è stata inserita ufficialmente nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, approvato con decreto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

L’area viene, dunque, catalogata tra i paesaggi rurali tradizionali di interesse storico, pratiche e conoscenze tradizionali correlate tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate. Il grande valore di questo paesaggio e del suo territorio è stato ritenuto dal MIPAAF valevole del massimo punteggio nei criteri di selezione che tengono presente le caratteristiche di storicità associate alla permanenza di pratiche tradizionali che li determinano, impiegando i concetti di “significatività”, “integrità” e “vulnerabilità” che uniscono sia la bellezza del territorio alla combinazione di biodiversità agricola, ecosistemi resilienti e prezioso patrimonio culturale da tutelare. Tutti questi fattori sono stati riscontrati nel territorio de la “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” grazie al lungo e complesso lavoro comune degli enti che hanno presentato la domanda, ottenendo il massimo punteggio finale. La Città Metropolitana di Bologna, grazie a questo riconoscimento, ottiene il suo primo paesaggio tutelato, pertanto l’intenzione dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, del Comune di Alto Reno Terme e dell’Associazione Castanicoltori Alta Valle del Reno è di proseguire nel percorso di candidatura insieme al MIPAAF per iscrivere la “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” all’interno del programma internazionale FAO “Globally Important Agricoltural Heritage Systems”; il programma, sottoscritto nel 2016 da FAO e MIPAAF, ha lo scopo di tutelare e salvaguardare quei sistemi agricoli di importanza globale presenti in un determinato luogo da lungo tempo, anche secoli, che risultano stabilizzati mediante una significativa armonia integrata tra aspetti produttivi, ambientali e culturali. E’ opportuno precisare che dal 2005 la FAO ha designato, in tutto il mondo, 62 sistemi in 22 paesi come sito del patrimonio agricolo e solo 2 in Italia “Gli uliveti delle pendici tra Assisi e Spoleto” e “I vigneti tradizionali del Soave”. La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” potrebbe aspirare così a diventare il terzo in Italia.

“L’Accademia Nazionale di Agricoltura da qualche tempo ha perseguito tra le proprie mission gli obiettivi portanti del progetto “Appennino” sostenuto alla fine degli anni ’90 dal Prof. Umberto Bagnaresi e condiviso, tra le grandi personalità bolognesi, dal Senatore Giovanni Bersani e dall’Accademico Prof. Giorgio Stupazzoni. La valorizzazione dell’Appennino bolognese è oggi nuovamente un tema di estrema importanza per la tutela dell’ambiente, la conservazione del territorio e per i numerosi aspetti socio-economici e innovativi connessi. L’impegno è ed è stato rilevante sull’obiettivo conseguito e su altri in corso d’opera che stanno a cuore all’Accademia – ha esordito il Prof. Giorgio Cantelli Forti Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura – e desidero ricordare che è partito dalla tutela dello storico castagneto di Granaglione, di proprietà della Fondazione Carisbo. Infatti, il castagneto didattico-scientifico di Granaglione è da anni seguito dall’Accademia per l’attività scientifica come patrimonio ambientale di biodiversità. Con grande soddisfazione oggi posso informarvi ufficialmente di questo primo importante riconoscimento che certifica non solo l’eccellenza paesaggistica di un’area, ma anche l’alto livello storico e culturale delle nostre montagne. Consideriamo questo riconoscimento come prima importante novità per il nostro territorio che di seguito potrà esprimere ancora di più tutte le sue potenzialità per avviare quella transizione ecologica oggi sempre più necessaria”.

“A distanza di circa un millennio dalla sua diffusione, la castanicoltura rimane fortemente radicata nella nostra comunità, e negli ultimi decenni ha preso nuovo impulso, come dimostra questo documento. Il punto di partenza è la biodiversità del nostro patrimonio ambientale, nel contesto di un territorio ricco di evidenze ecologiche di pregio. E non mi riferisco solo alla flora ma, ad esempio, alle qualità organolettiche delle nostre acque sorgive, per non parlare poi delle acque termali, riconosciute di assoluta eccellenza dallo stesso Ministero della Salute. Nella mia lunga esperienza di Amministratore – ha proseguito il Dott. Giuseppe Nanni Sindaco di Alto Reno Terme – ho sempre lavorato per valorizzare la castanicoltura, scontando anche un certo scetticismo iniziale. Il birrificio Beltaine, nato con la birra alla castagna, e il Parco Didattico del Castagno, sono due esempi di come questa attività stia trovando nuove strade per il proprio sviluppo. Per quanto concerne la Corona Matildica, con l’inserimento nel Registro Nazionale dei paesaggi rurali storici, il nostro territorio, oltre ad acquisire un grande valore storico-testimoniale, potrà divenire un efficace volano per la promozione turistica del nostro Comune, legata alle tradizioni locali, alla enogastronomia e alla scoperta di un territorio di grande pregio ambientale”.

“L’associazione che rappresento – ha continuato Domenico Medici Presidente Associazione Castanicoltori dell’Alta Valle del Reno – è particolarmente attenta alla conservazione delle tradizioni, delle strutture e dei luoghi. La ricerca svolta, per il territorio della Corona di Matilde ha evidenziato, ancora una volta, la specularità dei metodi di essiccazione delle castagne di oggi con i tempi passati. L’utilizzo delle antiche varietà castanili degli impianti matildici ancora produttivi, ci ha permesso di raggiungere traguardi di prestigio a livello Nazionale, confermando la bontà e la lungimiranza delle scelte della Nobildonna”.

“L’applicazione della metodologia VASA (Valutazione Storico Ambientale) richiesta dal MIPAAF per calcolare il livello di conservazione dei paesaggi rurali di interesse storico – ha concluso il Prof. Gilmo Vianello Vice Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura -, ha evidenziato, nel caso della “Corona di Matilde”, una permanenza straordinaria delle tipologie edilizie, e delle formazioni castanicole ad esse connesse, superiore all’80% del territorio indagato, desumibile dal confronto tra le mappe ed i brogliardi del Catasto Gregoriano di inizio secolo XIX e la situazione attuale”.

La “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” circoscrive un territorio di 2543 ettari collocato nell’Alta valle del Reno a sud-ovest della città di Bologna, al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, in cui l’insediamento umano e della castanicoltura ad esso strettamente correlata sono andati sviluppandosi da più di un millennio giungendo sino a noi con segni tangibili e spesso immutati. In tali luoghi, facenti parte del Comune di Alto Reno Terme, emergono gli antichi borghi di Castelluccio, Capugnano, Borgo Capanne, Lustrola, Granaglione e Boschi di Granaglione, che conservano ancora l’esatto impianto urbanistico e le tipologie insediative e religiose del passato. Ognuno di questi borghi è circondato da selve castanili, molte delle quali coltivate a frutto, altre ancora gestite a legno, e da superfici a seminativo e prative. L’insieme disegna una fascia di territorio continua compresa tra i 600 e i 1200 metri d’altitudine che avvolge a semicerchio (da qui la denominazione di “corona”) anche la parte interna e morfologicamente più aspra che sale oltre i 1400 metri, per poco o nulla insediata, coperta da boschi prevalentemente di faggi. In questi luoghi il castagno si è diffuso nel periodo feudale, sotto il governo di Matilde di Canossa (1046-1115), tanto da spingere le popolazioni locali a disboscare ampie superfici per lasciare spazio a nuove corti, ai campi agricoli limitrofi ed agli impianti coltivati dei castagneti da frutto, noti come “castagneti matildici”. La castanicoltura per secoli è stata il centro vitale della popolazione di questi luoghi, dando il via alla “Civiltà del Castagno”, che fondava la propria sussistenza su questo frutto prezioso. A distanza di 900 anni tale impronta rimane fortemente radicata nella comunità delle donne e degli uomini che vivono in questi luoghi con l’orgoglio di avere preservato un patrimonio culturale che oltre ad essere conservato, va soprattutto valorizzato. In Emilia-Romagna, attualmente, i Paesaggi Rurali Storici inseriti nel Registro del MIPAAF sono il Comprensorio di Bonifica Valli Le Partite, le Partecipanze Centopievesi, la Tenuta della Diamantina, la Pineta di San Vitale e gli Oliveti della Valle del Lamone. La “Corona di Matilde-Alto Reno terra di Castagni” si aggiunge a questi diventando il primo della Città Metropolitana di Bologna.

Questo importante riconoscimento nazionale aggiunge un tassello fondamentale all’opera di valorizzazione del nostro territorio montano e dei suoi prodotti della castagna che l’Accademia Nazionale di Agricoltura sta portando avanti, in questi anni, presso il Parco Didattico Sperimentale del Castagno di Granaglione (località inserita all’interno della “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni) di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, curando la supervisione scientifica anche dell’innovativo progetto degli alberi parlanti detto “TreeTalker”. Il progetto vede l’utilizzo di sofisticati rilevatori a sensori, posti su 48 castagni, che giornalmente forniscono dati sulla crescita dell’albero, l’acqua prelevata, la CO2 assorbita, il colore delle foglie fornendo importanti dati scientifici sullo stato di salute delle piante e le condizioni ambientali della zona (maggiori informazioni sul sito www.castagniparlanti.it). Tutto questo è testimone dell’ampio progetto di valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio di Alto Reno Terme, progetto che intende portare l’area verso la fondamentale transizione ecologica richiesta dai tempi mediante attività di turismo slow, wellness e beauty, eventi culturali nei borghi, valorizzazione della filiera produttiva del castagno (dalla raccolta, ai prodotti enogastronomici fino alla lavorazione del legno), passeggiate tra i monti, visite ai castagneti secolari, produzione di alimenti salutistici dai prodotti del bosco e molto altro. Grazie all’importante riconoscimento nazionale la “Corona di Matilde – Alto Reno terra di Castagni” ha le potenzialità di diventare il nuovo centro propulsivo di attività culturali e scientifiche per tutto l’Appennino bolognese e regionale.

Da sx: Gilmo Vianello, Carlo Cipolli, Giorgio Cantelli Forti, Giuseppe Nanni, Domenico Medici

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