È stata pubblicata oggi la relazione conclusiva del dibattito pubblico dedicato all’illustrazione e discussione degli scenari di intervento relativi al nuovo invaso montano in Val d’Enza e delle azioni sinergiche, finalizzato a soddisfare i fabbisogni idrici e la sicurezza idraulica per i comuni delle province di Reggio Emilia e Parma.
Le 38 pagine del documento, elaborato dal Responsabile del dibattito Andrea Pillon e disponibile online (www.dptorrenteenza.it), sintetizzano l’andamento dell’iter, iniziato il 2 dicembre 2025 e conclusosi il 29 gennaio 2026, e comprendono la descrihttp://www.dptorrenteneza.itzione delle attività svolte nel corso del dibattito pubblico e dei temi emersi durante la procedura.
Le 46 osservazioni pervenute, allegate alla relazione conclusiva, evidenziano un consenso generale sulla necessità di intervenire per garantire disponibilità idrica e sicurezza idraulica del territorio, pur con posizioni differenziate sulle modalità di intervento.
Le priorità differiscono a seconda dei contesti territoriali: le aree montane interpretano l’invaso anche come un’opportunità di sviluppo economico, turistico e infrastrutturale, accompagnata dalla richiesta di adeguate misure compensative per l’impegno di aree del territorio, mentre il comprensorio di pianura lo considerano soprattutto una risposta indispensabile per contrastare la siccità strutturale e ridurre il rischio idraulico.
Posizioni più cautelative, espresse da alcuni enti e ordini professionali, invitano a valutare con attenzione i possibili rischi tecnici e territoriali dell’invaso, chiedendo approfondimenti su sicurezza idrogeologica, sostenibilità, impatti sugli ecosistemi e modalità di gestione futura, oltre a un percorso progettuale trasparente e condiviso. Le associazioni ambientaliste suggeriscono invece di valorizzare le opere sinergiche al fine di soddisfare i fabbisogni idrici e di sicurezza idraulica valutando anche la possibilità di non realizzare il grande invaso.
Rilevanti anche i numeri sulla partecipazione dei cittadini al Dibattito Pubblico, a testimonianza di una partecipazione elevata e di qualità. I momenti di dialogo sono stati sei – due incontri pubblici e quattro incontri specialistici – per un totale di più di sei ore di esposizione informativa dei contenuti del DOCFAP e di oltre sette ore dedicate alle domande, risposte e interventi dal pubblico, con più di 321 partecipanti agli incontri, in rappresentanza di 80 enti e organizzazioni. Il sito web, da 2 dicembre 2025 al 9 febbraio 2026, è stato consultato da 1.559 utenti unici, con 8.170 pagine visitate e 606 file scaricati. Durante tutto il periodo del dibattito pubblico sono stati diffusi sette comunicati stampa, con 223 menzioni totali su media offline e online.
Il Responsabile del Dibattito Pubblico, Andrea Pillon, ha dichiarato: «Con la pubblicazione della relazione conclusiva si chiude un percorso di confronto ampio, trasparente e partecipato, che ha consentito di raccogliere contributi qualificati da parte delle istituzioni, dei portatori di interesse e dei cittadini. Il lavoro svolto restituisce un quadro articolato delle esigenze del territorio e delle diverse posizioni emerse, offrendo agli enti decisori una base conoscitiva solida per le successive fasi di valutazione e progettazione».
Il Commissario straordinario, Stefano Orlandini, unitamente al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e Parmense, esprime “apprezzamento per il lavoro svolto dal Responsabile del Dibattito Pubblico, Andrea Pillon, che ha garantito con professionalità, indipendenza e trasparenza lo svolgimento di un confronto ampio e partecipato su un tema strategico per la Val d’Enza. La relazione conclusiva rappresenta una base conoscitiva utile per le successive fasi di progettazione e valutazione tecnica, che saranno condotte nelle sedi istituzionali competenti, nel rispetto delle procedure previste e in coordinamento con le amministrazioni coinvolte”.

