Da asfalto a isola verde urbana dove oltre 3000 nuovi arbusti abbattono il calore e favoriscono la biodiversità vegetale, così l’intervento all’interno del parcheggio di via Mazzacurati ha permesso di depavimentare parte della lastra di asfalto per lasciare spazio al verde, come in questi giorni sta avvenendo anche in via Cisalpina.
L’intervento di riforestazione condotto con il metodo Miyawaki, realizzato dal Comune di Reggio Emilia nei mesi scorsi, si inserisce nell’ambito della strategia per l’adattamento al cambiamento climatico di “Urbano Naturale” attraverso la quale l’Amministrazione comunale punta ad aumentare la componente vegetale negli ambiti urbani e periurbani della città. L’obiettivo è di portare al 35% la quota di vegetazione a crescita spontanea entro cinque anni. Un cambio di paradigma che considera il verde non più come semplice elemento compensativo rispetto al costruito, ma come componente strutturale della forma urbana.
Nel parcheggio di via Mazzacurati, grazie alle opere di depavimentazione, la superficie verde oggi è di 2.593 metri quadrati rispetto ai 1.459 precedenti con un incremento significativo anche delle aree permeabili per assorbire meglio le piogge intense. Elemento distintivo del progetto è la realizzazione di sette micro-foreste secondo il metodo Miyawaki, già sperimentato con successo dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito del progetto europeo LIFE CityAdap3 e grazie al supporto tecnico dei progettisti dello studio LEAA dell’architetto Luca Emanueli e a Ornella Sardo geometra del Comune. Questo approccio prevede la messa a dimora ad alta densità, di specie arboree e arbustive autoctone su superfici contenute, generalmente inferiori a 200 metri quadrati, favorendo uno sviluppo rapido della vegetazione e una progressiva autosufficienza del bosco con esigenze manutentive minime. Le sette micro-foreste occupano complessivamente una superficie di 1.015 metri quadrati, con estensioni variabili tra 68 e 160 metri quadrati. Le esperienze già realizzate hanno dimostrato l’efficacia del metodo, evidenziando tassi di crescita delle giovani piante fino a dieci volte superiori rispetto alle tecniche tradizionali di forestazione basate su modelli monocolturali. Complessivamente sono stati messi a dimora 3.174 nuovi esemplari arborei e arbustivi, distribuiti tra le micro-foreste e le nuove siepi di carpino, che contribuiranno ad aumentare la biodiversità urbana e la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla gestione della risorsa idrica. Il progetto ha infatti previsto la realizzazione di un sistema di raccolta e accumulo delle acque piovane mediante due vasche interrate collegate alle caditoie stradali. L’acqua recuperata viene filtrata e riutilizzata attraverso un impianto di irrigazione a goccia in grado di garantire il fabbisogno idrico delle nuove aree verdi, delle siepi e delle micro-foreste, riducendo il consumo di acqua potabile e aumentando la resilienza del sistema nei periodi di siccità.
Il progetto, per un importo complessivo di 451.717 euro, è stato interamente finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica nell’ambito del “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” L’intervento rientra nella “Tipologia I – Interventi green e blue (I.A): Realizzazione di spazi verdi in ambito urbano o di forestazione periurbana, funzionali a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici”.
“La depavimentazione di via Mazzacurati – ha affermato Carlotta Bonvicini, assessora alle Politiche per il clima – rappresenta un esempio concreto di come sia possibile trasformare la città per renderla più adattiva rispetto ai cambiamenti climatici. Ogni metro quadrato di asfalto che restituiamo al verde significa una città più fresca, più permeabile e più capace di affrontare gli eventi meteorologici estremi che ormai fanno parte della nostra quotidianità. Con questo intervento non piantiamo semplicemente nuovi alberi: cambiamo il modo di progettare lo spazio urbano, riconoscendo alla natura un ruolo strutturale nella città del futuro. Le microforeste, l’aumento delle superfici permeabili e il recupero dell’acqua piovana sono soluzioni basate sulla natura che migliorano la qualità dell’ambiente urbano, favoriscono la biodiversità e rendono Reggio Emilia più vivibile per tutti. È questa la direzione che vogliamo continuare a seguire: investire nell’adattamento climatico significa investire nella salute, nella sicurezza e nella qualità della vita delle persone”.

