“Dobbiamo guardare alla mobilità come a una vera e propria circolazione dei talenti, capace di generare opportunità, relazioni e sviluppo”. Parola di Matteo Daffadà, presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, intervenuto all’incontro Italia al bivio, il convegno svoltosi a Roma nella Sala Ex Agricoltura della Camera dei Deputati e dedicato alle sfide economiche e sociali legate alla transizione demografica, alla mobilità giovanile e all’attrazione dei talenti.
Secondo il presidente della Consulta, che ha portato l’esperienza dell’Emilia-Romagna come modello capace di affrontare il tema della mobilità giovanile con una visione innovativa, “senza negare il problema della partenza dei giovani, dobbiamo superare la sterile narrazione della ‘fuga dei cervelli’, guardando alla mobilità come a una vera e propria circolazione dei talenti, capace di generare opportunità, relazioni e sviluppo”.
Il convegno è stato aperto da Fabio Porta ed Elena Bonetti, rispettivamente Segretario e Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, e ha visto la presenza di rappresentanti del Parlamento, delle autonomie locali, del mondo accademico e delle istituzioni regionali.
Daffadà ha illustrato le politiche della Regione Emilia-Romagna per mantenere vivo il rapporto con le comunità emiliano-romagnole all’estero e attrarre nuove competenze, ricordando come “la rete universitaria regionale, le esperienze di alta formazione e lavoro, il sistema della Motor Valley e la stessa attività della Consulta contribuiscano a costruire le condizioni affinché chi parte possa scegliere di tornare, collaborare o investire nella propria terra d’origine: inoltre, le nostre associazioni all’estero sono anche i naturali ambasciatori delle opportunità e della qualità della vita in Emilia-Romagna”.
Al centro della riflessione anche la legge regionale, prima in Italia, per attrarre e trattenere sul territorio giovani con elevate specializzazioni, con l’obiettivo di contribuire alla competitività del sistema emiliano-romagnolo. Particolarmente rilevante è stato lo spazio dedicato agli investimenti sulla qualità della vita, come la gratuità degli asili nido nelle aree periferiche o lo sviluppo di percorsi formativi e master all’estero delle università per rafforzare la presenza internazionale. Infine, è stata richiamata l’esperienza de “La Scuola” International School, fondata da Valentina Imbeni a San Francisco, una realtà educativa bilingue che ha esportato il modello pedagogico del Reggio Emilia Approach. All’interno della scuola durante una recente missione della consulta si è riunito un gruppo di emiliano-romagnoli residenti nella Bay Area per avviare il percorso di costituzione di una nuova associazione a San Francisco, la prima nell’area, a conferma del contributo nazionale dell’esperienza.

