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Il 21 ottobre al Teatro Bismantova presentazione del libro “Di troppo amore” di Ameya Canovi

Venerdì, 21 ottobre, al Teatro Bismantova alle ore 21 è in programma la presentazione del libro “Di troppo amore” di Ameya Canovi. L’autrice dialogherà con il Vicesindaco nonché scrittore Emanuele Ferrari, e saranno accompagnati dalle letture di Paola Giampellegrini e gli intermezzi musicali al piano di Andrea Ciro Piccinini.

Ameya Canovi è psicologa di sostegno e PhD. Ha svolto il dottorato di ricerca sullo studio delle emozioni in ambito della psicologia dell’educazione. Per molti anni è stata anche insegnante di inglese, grazie alla prima laurea in lingue e letteratura straniere. Ha studiato con molti terapeuti provenienti da tutto il mondo, e prosegue la propria formazione con continui aggiornamenti.

Nel libro “Di troppo amore”, che vede la prefazione di Selvaggia Lucarelli, analizza il tema delle dipendenze affettive. Spiega Ameya Canovi: “’Io non vivo senza te’ è una frase intesa spesso come il segno di un legame intenso, un modo di dire usato per rappresentare una storia romantica. In troppi casi è invece l’espressione di una vera e propria dipendenza, di una relazione malata che rende infelici molte persone, più di frequente donne. La dipendenza affettiva è un disturbo ancora poco conosciuto, dal quale è difficile liberarsi perché ha radici profonde nel cuore della famiglia d’origine, dove sperimentiamo le prime forme di attaccamento e impariamo, quando va tutto bene, l’amore per noi stessi. Ma se invece siamo stati bambini poco accuditi, trascurati, o addirittura abusati, o al contrario figli troppo protetti, oggetto di attenzioni eccessive, allora possiamo sviluppare rapporti nei quali il partner viene vissuto come un’ancora di salvezza, qualcuno che può riparare le vecchie lacerazioni”.

Nel libro l’autrice riversa la sua lunga esperienza di sostegno a dipendenti affettivi raccontando le loro storie e spiegando il disagio di cui sono prigionieri, con le sue diverse manifestazioni: mendicare l’affetto o pretenderlo, manipolare o sedurre l’amato, riprodurre situazioni sentimentali velenose, subire la frustrazione di un desiderio di fusione mai soddisfatto.

Per informazioni: Biblioteca Crovi, tel. 0522 610204.


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