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I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna presentano i risultati dell’attività operativa, relativi all’anno 2022Anche per il 2022, le operazioni poste in essere per contrastare il traffico illecito di beni culturali e le attività preventive poste a tutela del patrimonio culturale in generale hanno rappresentato i principi cardine delle attività del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bologna.

Nell’anno di riferimento, i Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno continuato ad impegnarsi nell’attività preventiva, che ha fatto registrare, rispetto all’anno precedente un rilevante incremento dei controlli a mercati e fiere antiquariali (+121%), grazie alla ripresa delle attività nello specifico settore dopo un lungo periodo di chiusura e/o sospensione. Pressoché stabili le verifiche di sicurezza a musei – biblioteche e archivi ed i controlli/vigilanza delle aree tutelate da vincoli paesaggistici e monumentali.

Anche i controlli “on-line” dei beni commercializzati nelle piattaforme di “e-commerce” e/o sui siti internet degli antiquari e case d’aste hanno continuato ad impegnare il personale operante, che nell’anno di riferimento ha esaminato ben 2.521 beni posti in vendita confrontandoli con quelli inseriti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, database gestito dal Comando TPC di Roma.

L’aggressione speculativa alle aree sottoposte a tutela paesaggistica o vincolo archeologico è un fenomeno di crescente attualità che viene contrastato in sinergia con l’Arma territoriale e il supporto del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri. Anche nel 2022 sono stati eseguiti monitoraggi aerei a bordo di elicottero del 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Forlì nell’intero territorio regionale con l’imbarco a bordo del velivolo anche di funzionari specializzati delle tre Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Parma e Ravenna, per il necessario contributo tecnico.

Sul piano repressivo, i Carabinieri del Nucleo TPC di Bologna hanno:
– arrestato 5 persone, in esecuzione di ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Bologna – Ufficio del GIP, su richiesta della locale Procura Distrettuale, a conclusione di una articolata indagine che ha visto numerosi indagati;
– denunciato alle competenti Autorità Giudiziarie 43 persone, poiché ritenute responsabili di aver violato le norme del Codice Penale e quelle che tutelano il patrimonio culturale nazionale (Codice dei beni culturali e del paesaggio D.Lgs 22 gennaio 2014, n. 42): nella maggior parte dei casi si tratta di reati di furto di beni d’arte, ricettazione di opere d’arte rubate, contraffazione di opere d’arte contemporanea, ma anche per reati in danno del paesaggio.

I 5 arresti, avvenuti nel mese di gennaio 2022, sono scaturiti a seguito di una lunga e complessa attività investigativa finalizzata al contrasto dei furti ai danni del patrimonio culturale commessi all’interno di esercizi commerciali di settore, ville nobiliari, musei, luoghi di culto e private abitazioni in genere, e alla relativa commercializzazione illecita dei beni d’arte trafugati anche tramite rivenditori compiacenti, azioni portate a termine in particolar modo tra l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Piemonte e le Marche dal mese di settembre del 2017 fino alla fine del 2018. Le investigazioni, infatti, avviate nel mese di settembre 2017, traevano origine proprio da un furto denunciato al Nucleo TPC di Bologna da un locale antiquario, a cui gli erano state asportate numerose opere d’arte, tra dipinti (oltre 30) e beni di antiquariato. I successivi sviluppi investigativi, corroborati anche da attività tecniche (tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali) e di riscontro mediante l’utilizzo della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, hanno permesso di acquisire plurimi e concordanti elementi investigativi nei confronti dei cinque arrestati, ed individuare e recuperare 40 dipinti, 14 sculture di vario genere e 53 beni di antiquariato in genere (ebanisteria – beni ecclesiastici e miscellanea), beni già restituiti ai legittimi proprietari.

Pregevoli opere d’arte, tra dipinti e sculture, ma anche beni librari sono stati riportati nei luoghi di origine e così restituiti alla collettività nell’intero 2022.

Da ricordare il recupero e la restituzione:
– il 27 luglio 2022, alla Pieve di San Silvestro Papa di Fanano (MO) del dipinto olio su tela raffigurante “Madonna con il Bambino e i santi Giuseppe, Antonio di Padova e Francesco di Paola”, delle dimensioni di 128×93 cm, realizzato nel 1756 dal pittore Pietro Pisa (1691 – 1774), già censito tra i beni di proprietà dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola e trafugato tra il 1970 ed il 1978 dall’Oratorio dell’Assunta, detto di San Francesco, presso il cimitero di Fanano

– il 17 settembre 2022, alla Chiesa di San Ruffillo di Bologna del dipinto olio su tela raffigurante “Madonna di Loreto in gloria di angeli con San Sebastiano e San Rocco”, delle dimensioni di 267×172 cm, risalente ai primi del Seicento, dichiarato disperso a causa dei gravi danni al patrimonio culturale subiti nel corso della Seconda Guerra Mondiale dal citato luogo di culto

– il 18 ottobre 2022, al Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna delle quattro lesene in marmo bianco di Carrara, delle dimensioni di 292x30x5 cm, risalenti al 1870, trafugate nell’ottobre 1992 dalla pregevole “Cappella Micheli” situata all’interno del citato cimitero, rinvenute sul mercato antiquariale tedesco e giunte in Patria mediante l’attivazione dei previsti canali di cooperazione giudiziaria tra l’Italia e la Germania.

Nel corso del 2022, nell’intero territorio regionale, sono state condotte, con la collaborazione e supporto dei funzionari della Soprintendenza Archivista e Bibliografica dell’Emilia Romagna, numerose operazioni finalizzate a recuperare beni culturali, costituiti da documenti archivisti appartenenti allo Stato ed Enti Ecclesiastici, e beni librari sottoposti a tutela, trovati sul circuito antiquariale, ma risultati sottratti dai luoghi di deposito.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare e sequestrare 92 beni di tipo antiquariale, archivistico e librario.

15 i reperti archeologici recuperati, di cui 9 interi, un frammento e 5 di numismatica archeologica.

In questo settore i recuperi sono frutto dell’attività preventiva e repressiva, svolta in collaborazione e sempre con il supporto dei funzionari degli Enti di tutela del Ministero della cultura dislocati nell’intero territorio regionale o meglio le tre suindicate Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

Per i beni archeologici e per quelli di tipo antiquariale, archivistico e librario recuperati, il valore economico viene complessivamente stimato in € 785.250,00.

Nel contrasto alla contraffazione delle opere d’arte, il monitoraggio del mercato e le indagini sviluppate di concerto con le competenti Autorità Giudiziarie, anche a seguito di complesse indagini già avviate nell’anno precedente, hanno consentito al TPC di Bologna di sequestrare, a carico delle 8 persone perseguite, 166 opere d’arte, che avrebbero potuto far realizzare, qualora commercializzate come autentiche, un guadagno illecito di almeno € 24.734.000,00.

Il costante impegno profuso dai militari del Nucleo TPC di Bologna, validamente supportato dall’Arma territoriale e dagli altri reparti speciali dei Carabinieri, ha permesso di esprimere un’efficace e coordinata azione preventiva sull’intera regione. Nello scorso anno, il numero di furti di beni culturali ha continuato a osservare una significativa diminuzione rispetto a quelli dell’anno precedente (da 36 del 2021 si è passati a 29 del 2022 nell’intera regione Emilia Romagna): in particolare, i luoghi più colpiti continuano ad essere i luoghi di culto e pertinenze con 12 azioni furtive e quelli nei luoghi espositivi, pubblici/privati e pertinenze con 9 furti.

Tra le operazioni di servizio portate a termine all’estero lo scorso anno, si segnala il recupero di un antico clavicordo da viaggio di autore anonimo, risalente al XVIII secolo, parte della collezione “Laura Alvini”, trafugato la notte di Capodanno del 2015 all’interno del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, individuato in Albania e successivamente rimpatriato nel mese di luglio 2022.


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