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Fede sul tetto dell’Appennino: in mille sul Monte Cimone per la Madonna della Neve



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Fede sul tetto dell’Appennino: in mille sul Monte Cimone per la Madonna della NeveFede, natura e tradizione si sono intrecciate ancora una volta sulla cima più alta dell’Appennino tosco-emiliano. Il 5 agosto, il Monte Cimone ha ospitato la consueta messa per la festa della Madonna della Neve. Questo evento si conferma un appuntamento fondamentale dell’estate per Sestola e l’intera provincia di Modena.

Quasi mille persone, tra devoti ed escursionisti hanno percorso i sentieri montani per partecipare a un rito che unisce spiritualità e natura. La salita collettiva verso il Cimone è ormai un classico estivo che attira ogni anno sempre più partecipanti.

Assente il vescovo Erio Castellucci, la funzione è stata presieduta da monsignor Giuliano Gazzetti, vicario generale dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola. Ad accogliere i presenti è stato don Stanislao, parroco di Sestola, che ha concelebrato la messa insieme ad altri sacerdoti della diocesi.

Oltre alla bellezza del paesaggio, il fulcro dell’evento è rimasto la profonda devozione verso la Madonna. Don Stanislao, a margine dell’evento, ha voluto rimarcare il valore spirituale della giornata, ricordando il vero motivo di questo pellegrinaggio.

“Questa è innanzitutto una celebrazione religiosa dedicata a Maria”, ha sottolineato il parroco. “È una ricorrenza cresciuta molto nel tempo e oggi siamo davvero numerosi. Organizziamo questa festa insieme all’Aeronautica Militare, che ringraziamo per l’ospitalità nella zona sotto la loro gestione sulla cima”.

L’evento ha beneficiato del supporto essenziale dell’Aeronautica Militare che ha gestito l’area di loro competenza, confermando il forte legame con il territorio.

Per le istituzioni locali era presente il sindaco di Sestola, Fabio Magnani. Dopo la preghiera, la giornata è proseguita con un momento di festa grazie agli Alpini. Il loro stand gastronomico ha offerto gnocco fritto, panini e bevande ai partecipanti, chiudendo una giornata che ha dimostrato la vitalità della fede in Appennino.

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