La Polizia di Stato ha ricostruito gli eventi del 20 luglio scorso, quando Bologna è stata teatro di episodi di violenza durante una manifestazione in solidarietà con Fakir Abderrahim. Gli scontri si sono concentrati in aree come piazza Roosevelt, via Venezian, via della Zecca e via Ugo Bassi. I risultati della giornata includono sessantaquattro agenti delle forze dell’ordine feriti, sei veicoli della Polizia di Stato danneggiati, vetrine di negozi e banche distrutte con sportelli bancomat fuori uso, cassonetti demoliti, due automobili incendiate e decine di biciclette utilizzate per bloccare gli interventi delle forze dell’ordine. Anche un cantiere tranviario è stato completamente compromesso.
L’indagine, complessa e articolata, ha permesso agli inquirenti di esaminare circa centocinquanta persone per chiarire le responsabilità individuali. Grazie ai video e alle fotografie raccolti, le autorità sono riuscite a identificare i responsabili dei disordini attraverso un’accurata serie di operazioni.
Immediatamente dopo gli eventi, sono state comminate sanzioni a due persone per violazione dell’articolo 18 del T.U.L.P.S. e un manifestante è stato arrestato in flagranza per aver lanciato oggetti contro gli agenti. Quest’ultimo, dopo aver cercato di evitare l’identificazione, è stato portato in Questura e sottoposto alla misura preventiva del Dacur.
L’analisi dei video ha identificato un primo gruppo di undici attivisti legati al Collettivo Universitario Autonomo, accusati di resistenza aggravata, danneggiamento e lancio di oggetti pericolosi, con il D.Ac.Ur. applicato a tre di loro. Ulteriori immagini hanno portato alla scoperta di altri quindici implicati, segnalati formalmente per devastazione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e travisamento durante manifestazioni.
In totale, sono state imposte due sanzioni amministrative, effettuato un arresto in flagranza e predisposti quattro provvedimenti di divieto d’accesso a certe aree urbane. Ventisei persone sono state complessivamente deferite all’Autorità Giudiziaria grazie al lavoro investigativo svolto fino ad ora.
Le indagini continuano con ulteriori verifiche in corso per attribuire responsabilità anche gravi come resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre a devastazione e saccheggio.

