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Due donne arrestate a Bagnolo in Piano per furto in appartamentoSi trovavano nel loro ristorante, quando visionando da remoto le telecamere installate nella loro abitazione si sono resi conto della presenza di due donne che si erano introdotte nella loro abitazione per compiere un furto. I due coniugi, che hanno immediatamente avvisato i carabinieri, si sono precipitati a casa scorgendo le due presunte ladre uscire da casa e raggiugere i piani superiori dove sono state raggiunte dai carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano che le hanno trovate in possesso, non solo di strumenti da scasso, ma anche della refurtiva costituita da un portagioie con all’interno monili da bigiotteria e argenteria varia e un portamonete con una cinquantina di euro.

Con l’accusa di furto in concorso, i Carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano domenica hanno tratto in arresto due cittadine croate di 31 e 28 anni, entrambe senza fissa dimora, ristrette al termine delle formalità di rito disposizione della Procura di Reggio Emilia.

L’origine dei fatti ieri pomeriggio quando le vittime, una coppia di ristoratori, notavano da remoto, tramite dei loro smartphone, la presenza di due sconosciute dentro casa. Riconducendo tale circostanza a un probabile furto, si precipitavano in casa allertando allo stesso tempo i carabinieri tramite del 112. All’arrivo i derubati scorgevano uscire dalla loro casa le due donne che si precipitavano nei piani superiori dove venivano raggiunte e fermate sia dai derubati che dai carabinieri della stazione di Bagnolo in Piano. I militari, identificate le due donne in due cittadine croate, avevano modo di accertare che le stesse possedevano, oltre a specifici strumenti da scasso costituiti da alcuni cacciaviti, anche un portagioie contenente bigiotteria e monili in argento nonché un portamonete con una cinquantina di euro, risultati essere stati sottratti dall’interno dell’abitazione oggetto del furto e dove le due don erano entrate previa efferazione della porta d’ingresso.

Le due donne venivano quindi condotte in caserma, dove ricostruiti i fatti e acquisiti nei loro confronti elementi di presunta responsabilità, venivano tratte in arresto e ristretti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

 


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