Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’assetto di governance dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo aprono una fase delicata per il futuro del servizio meteorologico nazionale. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, richiamano l’attenzione sulla necessità che le scelte in corso non indeboliscano autonomia, competenze e continuità operativa dell’Agenzia.
“Siamo stati informati che il Governo vuole procedere al trasferimento a Roma dell’Agenzia che oggi ha sede al Dama di Bologna, con evidentissimi rischi di smantellamento- affermano de Pascale e Lepore-. Questo, assieme alla nuova configurazione che esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce gli indirizzi al Dipartimento nazionale di Protezione civile, è estremamente preoccupante. In un Paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e devastanti, è incomprensibile ridurre il coinvolgimento dei territori e delle Regioni, che sono in prima linea nella gestione delle emergenze e nell’adattamento climatico”.
Pur non modificando formalmente i compiti dell’Agenzia previsti dalla legge istitutiva (art. 551, legge 205/2017), la nuova governance ne limita di fatto l’autonomia tecnico-scientifica e la capacità di agire con agilità e rapidità. “Un servizio meteorologico nazionale moderno- proseguono presidente e sindaco- deve poter operare con indipendenza, competenza e responsabilità, e non trasformarsi in una struttura meramente esecutiva”.
Al centro la scelta di superare la sede di Bologna e di prevedere un’unica sede a Roma, da definire nello Statuto. Una prospettiva che rischia di sradicare l’Agenzia dall’ecosistema scientifico e tecnologico del Dama Tecnopolo di Bologna, dove è già insediata e dove ha investito anche in infrastrutture di supercalcolo dedicate alla modellistica meteorologica italiana.
Il Dama rappresenta uno dei principali hub europei nel campo del calcolo ad alte prestazioni, dell’intelligenza artificiale e delle scienze del clima. Al suo interno operano il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), il Cineca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, oltre al Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima e all’Università di Bologna. A queste realtà si affiancherà l’Università delle Nazioni Unite con un centro dedicato all’intelligenza artificiale. Una concentrazione di competenze e tecnologie che costituisce un’infrastruttura strategica per il Paese.
“Si tratta – sottolineano presidente e sindaco – di un unicum scientifico e tecnologico a livello nazionale ed europeo, capace di integrare ricerca, modellistica, supercalcolo, formazione e trasferimento tecnologico. L’Agenzia ItaliaMeteo inserita stabilmente in questo contesto rafforza l’intero sistema Paese e consente all’Italia di presentarsi compatta e competitiva nello scenario internazionale”.
La Regione Emilia-Romagna, con la legge 7 del 17 giugno 2019, ha messo a disposizione a titolo gratuito gli spazi del Dama per favorire il consolidamento della sede tecnica dell’Agenzia. Una scelta che ha rappresentato e rappresenta un investimento strategico per il Paese, non per un singolo territorio.
Accanto al tema della governance e della sede, vi è quello della continuità delle attività e della valorizzazione del personale. ItaliaMeteo, in questi anni, ha svolto funzioni decisive: accentramento e ridistribuzione dei dati osservativi nazionali, gestione della modellistica operativa italiana a supporto dei Centri funzionali di Protezione civile, previsioni stagionali per il sistema produttivo, sorveglianza meteorologica e marina, aggiornamento del quadro climatico nazionale, progetti internazionali, applicazioni di intelligenza artificiale.
“Interrompere o rallentare questo percorso – evidenziano de Pascale e Lepore – significherebbe creare un vuoto proprio nel momento in cui la crisi climatica richiede più integrazione, più capacità previsionale e più coordinamento”. I due amministratori sottolineano inoltre come i due mesi di commissariamento non abbiano prodotto, ad oggi, risultati concreti sul piano organizzativo e strategico.
“ItaliaMeteo non è una struttura locale – concludono de Pascale e Lepore – ma un presidio nazionale fondamentale per la sicurezza delle cittadine e dei cittadini, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la competitività del sistema produttivo. Le decisioni sulla sua governance e sulla sua collocazione devono puntare a rafforzarne stabilità, autonomia tecnico-scientifica e piena integrazione con i poli di eccellenza già presenti in Italia. È su questa prospettiva che chiediamo al Governo un confronto serio e costruttivo nell’interesse del Paese”.

