Un’unica cornice normativa per dare maggiore coerenza e slancio alle politiche culturali dell’Emilia-Romagna, riconoscendo la cultura come diritto di cittadinanza, fattore di benessere delle persone, motore di innovazione e leva di sviluppo economico e sociale dei territori.
Con l’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta di legge quadro in materia di cultura prende avvio il percorso istituzionale che porterà il provvedimento all’esame dell’Assemblea legislativa dopo la pausa estiva.
La nuova proposta legislativa rappresenta uno dei più significativi interventi di riforma del settore degli ultimi anni e ha tra i suoi obiettivi quello di superare la frammentazione normativa determinata nel tempo dall’approvazione di quindici diverse leggi dedicate ai singoli ambiti.
Introduce, riunendole in un unico testo organico, una visione integrata delle politiche dedicate al patrimonio, ai servizi culturali e alle attività culturali, spettacolo, cinema e audiovisivo, editoria, promozione della lettura, memoria del Novecento e industrie culturali e creative. Tra gli elementi più innovativi figurano il riconoscimento del welfare culturale, la valorizzazione delle imprese culturali e creative, il sostegno alle nuove competenze professionali e la promozione della rigenerazione urbana a base culturale.
“Questa proposta legislativa nasce dalla convinzione che la cultura sia uno strumento fondamentale della nostra democrazia e dello sviluppo dell’Emilia-Romagna- commenta l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. I luoghi della cultura sono infrastrutture democratiche su cui si basa la possibilità di crescita, l’inclusione delle nostre comunità e la competitività dei territori. Per questo abbiamo lavorato a un testo che non si limita a semplificare e armonizzare il quadro normativo, ma mette in relazione patrimonio, creatività, innovazione, partecipazione e sviluppo dei territori, ponendo particolare attenzione all’accessibilità, alle reti, alla partecipazione, all’inclusione sociale, alla sostenibilità e alla riduzione delle disuguaglianze territoriali”.
“Abbiamo voluto valorizzare- prosegue Allegni– tutto ciò che rende ricco e vitale il nostro ecosistema culturale: dai musei alle biblioteche, dagli archivi allo spettacolo dal vivo, dal cinema all’editoria fino alle imprese culturali e creative, che rappresentano una componente sempre più dinamica della nostra economia. Introduciamo il welfare culturale come elemento qualificante delle politiche regionali, investiamo sulle competenze, sulla digitalizzazione e sulla capacità della cultura di generare benessere, inclusione e nuove opportunità. Lo facciamo al termine di un percorso partecipativo ricco di idee, che ha coinvolto l’intero sistema culturale regionale. E lo facciamo con lo sguardo rivolto al futuro, per consegnare all’Emilia-Romagna una legge moderna, stabile e capace di accompagnare la crescita del nostro sistema culturale nei prossimi anni e di rafforzarne il ruolo nelle politiche pubbliche”.
La proposta, infatti, è il risultato di un articolato percorso partecipativo, promosso dalla Regione, che ha visto il coinvolgimento attivo di tutti i Comuni attraverso il Forum delle assessore e degli assessori alla Cultura, e di tutti i soggetti operanti in campo culturale e delle comunità territoriali dell’Emilia-Romagna. Partendo da un documento preliminare sono state raccolte 66 osservazioni e proposte di modifica e integrazione, tutte valutate e in larga parte recepite nella stesura definitiva del testo che ha avuto il parere favorevole unanime da parte del Consiglio delle Autonomie Locali, nella seduta del 20 luglio, a conferma dell’ampia condivisione del provvedimento da parte del sistema territoriale.
I principali contenuti della proposta legislativa
In un’ottica di visione integrata delle politiche culturali, il testo consolida il sistema regionale delle biblioteche, degli archivi, dei musei e degli istituti culturali, incentivando la cooperazione, lo sviluppo delle reti territoriali, la condivisione di servizi e competenze e un accesso sempre più diffuso alla conoscenza. Grande attenzione viene riservata anche alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale, dei paesaggi culturali e dei siti riconosciuti dall’Unesco, considerati parte integrante dell’identità regionale. Le norme sull’editoria del libro sono inoltre inserite in un contesto di filiera e collegate agli interventi di promozione della lettura nell’ambito di uno specifico capo della legge.
Vengono confermati e rafforzati gli strumenti di sostegno allo spettacolo dal vivo, alla produzione musicale, al cinema e all’audiovisivo, alla promozione culturale e alle manifestazioni storiche. La legge consolida il ruolo della Film Commission e della Music Commission regionali e introduce nuove misure dedicate ai locali di musica dal vivo e alla qualificazione delle scuole di musica, teatro, danza e cinema, riconoscendo il valore della formazione artistica di base come investimento strategico per il futuro del settore.
Un capo specifico è dedicato alla storia e alla memoria dell’età contemporanea. La nuova disciplina amplia, infatti, l’attuale normativa sulla memoria del Novecento estendendola all’intero percorso della storia contemporanea, comprendendo anche il Risorgimento, la nascita del Tricolore e i processi che hanno condotto all’Unità d’Italia e alla nascita della Repubblica. Un ampliamento che rafforza il legame tra memoria, educazione civica, valori costituzionali e formazione delle giovani generazioni.
La proposta di legge introduce inoltre nuovi strumenti di programmazione pluriennale, rafforza le attività di osservazione e monitoraggio del settore e prevede risorse dedicate per accompagnare l’attuazione delle politiche culturali regionali.
Ora l’iter legislativo prevede il passaggio e la discussione nella competente Commissione consiliare, prima di approdare in Assemblea legislativa per la definitiva approvazione.

