Ora in onda:
____________
Coldiretti: Nutriscore attacca export da 46,1 mld.
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

E’ necessario intervenire con urgenza per fermare l’attacco al prodotti alimentari nazionali con il rischio del via libera all’etichetta Nutriscore che rischia di espandersi a livello globale mettendo in pericolo il record di 46,1 miliardi di esportazioni agroalimentari tricolori del 2020 con un aumento dell’1,8% realizzato in controtendenza al taglio degli scambi commerciali determinato dalla pandemia Covid. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’apprezzare l’impegno assunto per contrastarla in Europa dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli in Audizione alla Commissione Agricoltura della Camera.

L’etichettatura Nutriscore francese come quello a semaforo adottato in Gran Bretagna influenzano il consumatore, con un bel verde, a scegliere prodotti con ingredienti di sintesi e a basso costo spacciandoli per più salutari. Un sistema fuorviante, discriminatorio ed incompleto che – sostiene la Coldiretti – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia – precisa la Coldiretti – di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate.

L’etichetta nutrizionale a colori peraltro – continua la Coldiretti –  boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa UE dovrebbe invece tutelare e valorizzare soprattutto nel tempo del Covid.

In un momento difficile per l’economia – precisa la Coldiretti – dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy. L’Italia grazie ai primati nella qualità e nella sicurezza alimentare conquistati a livello europeo – conclude Coldiretti – ha la responsabilità di svolgere un ruolo di leadership in nell’Unione.

****

“Ridurre prodotti alimentari di alta qualità ad un bollino rosso o verde è una assurdità. Non riesco a pensare, ad esempio, a eccellenze come il Parmigiano-Reggiano o il Prosciutto di Parma bollinati di rosso, come se fossero alimenti pericolosi. Non è così che si tutela la salute dei consumatori, non è così che si rispettano le qualità dei cibi. Quindi è con stupore e amarezza che ho appreso di un appello che si è diffuso in queste ore, che chiede l’applicazione sul territorio europeo del cosiddetto Nutriscore. E non posso pensare che ci siano anche connazionali che sottoscrivono la discutibile proposta di applicare sugli alimenti un’etichetta che attribuisce colori “semaforici” agli alimenti, orientando in modo non corretto i consumatori e contribuendo a disinformarli, oltre a creare un grave danno per il cibo Made in Italy”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, interviene sull’etichettatura a semaforo che penalizzerebbe ingiustamente alcuni prodotti alimentari italiani ed emilia-romagnoli.

“Vorrei lanciare un appello rivolto ai colleghi assessori regionali, al Governo, agli europarlamentari italiani, ai produttori dell’agroalimentare e ai medici e nutrizionisti- prosegue l’assessore-: è venuto il tempo di costruire un fronte comune nazionale a difesa dei nostri prodotti DOP e IGP, alla qualità e alla sicurezza del cibo made in Italy, che è cibo sicuro e controllato”.

“Serve piuttosto un impegno importante sull’educazione alimentare delle famiglie e delle giovani generazioni- incalza Mammi-, informazione e consapevolezza sulla provenienza d’origine dei prodotti e una profonda attenzione alla varietà degli alimenti che vengono consumati. Come Regione Emilia-Romagna stiamo lavorando da tempo su questi temi, sul valore del cibo e sulla promozione dei nostri 44 prodotti DOP e IGP- chiude-, che ci permettono di esportare in tutto il mondo circa 7 miliardi di euro di prodotti agroalimentari Made in Emilia-Romagna. Un valore di qualità, sicurezza alimentare, identità e storia che vale per tutte le regioni italiane”.


Previous articleA febbraio in aumento i prestiti bancari a imprese e famiglie
Next articleCoronavirus, 20.396 casi e 502 decessi in 24 ore