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Circa 9,6 milioni di euro per finanziare il Sistema regionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climaticiDroni per ispezionare il territorio, laboratori mobili, software di campionamento, sistema di incubazione per microscopia in live imaging, fotoionizzatore portatile, incubatori per batteri e funghi.

Sono alcune delle strumentazioni che potranno essere acquistate grazie ai quasi 9,6 milioni di euro assegnati dalla Regione con fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari, corollario del Pnrr – Piano nazionale di ripresa e resilienza, per progetti relativi a salute, ambiente e clima. Ė la terza delle cinque tranche di finanziamenti che destina risorse a tutti i beneficiari del Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SRPS), previsto dal Pnrr e avviato in Emilia-Romagna nel 2022.

Complessivamente sono oltre 26 milioni di euro le risorse messe a disposizione fino al 2025 per il Sistema SRPS, che ora entra nel vivo.

Dalla Giunta regionale il via libera alla ripartizione dei fondi, mentre in questi giorni si riunisce per la prima volta il Comitato strategico, composto dai rappresentanti degli Enti che costituiscono il SRPS, che ha il compito di migliorare e coniugare le politiche e le strategie di prevenzione primaria e di risposta in riferimento agli impatti sulla salute associati a rischi ambientali e climatici.

“Il nostro Sistema SRPS – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- sta procedendo e con queste risorse messe a disposizione di tutti i beneficiari facciamo un passo avanti verso un’azione di ricerca coordinata, per la prevenzione e la promozione della salute delle nostre comunità”.

Il Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SRPS)

Il Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SRPS) serve a migliorare e armonizzare le politiche e le strategie di attuazione della prevenzione primaria e della risposta del Servizio Sanitario alle malattie acute e croniche – trasmissibili e non trasmissibili – associate a rischi ambientali.

In particolare, il suo compito primario è quello di assicurare il coordinamento e il potenziamento dell’integrazione delle attività delle strutture del territorio che operano a tutela della salute collettiva, rispetto ai rischi ambientali e climatici. In coerenza con la strategia “One Health (Una sola salute)”, identificata come obiettivo prioritario dalle Nazioni Unite nel 2008, e le disposizioni nazionali che hanno creato il Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS).

In Emilia-Romagna fanno parte del Sistema SRPS dell’Emilia-Romagna il Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione insieme alle Direzioni generali regionali Cura del Territorio e dell’ambiente e Agricoltura, caccia e pesca; i Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende Usl e Arpae.

Completano il sistema SRPS il laboratorio di Entomologia sanitaria, il Reparto chimico degli alimenti e l’Unità Analisi del rischio ed epidemiologia genomica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna “Bruno Ubertini”, l’IRCCS – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna (laboratorio Tossicologia occupazionale e ambientale della Medicina del Lavoro e Unità di microbiologia) e quello dell’Azienda Usl della Romagna (U.O Microbiologia). A queste strutture pubbliche si aggiunge la Fondazione Centro Ricerche Marine (CRM) di Cesenatico (FC).

Il Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici

Tra le misure previste da una delle azioni di riforma della Missione 6 – Salute del PNRR c’è anche l’istituzione, avvenuta con il Decreto legge 30 aprile 2022, n. 36 (L. n. 79/22), del Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici. Il Sistema ha come obiettivo principale quello di implementare le politiche per la prevenzione, il controllo e la cura delle malattie acute e croniche, trasmissibili e non trasmissibili correlate in modo diretto o indiretto a fattori ambientali e climatici. Il suo sviluppo è sostenuto dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC), al cui interno è ricompreso uno specifico investimento relativo al sistema “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima”.


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