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Catalogo e mostra, l’Assemblea legislativa ricorda Michele Nucci, fotografo bolognese scomparso l’anno scorso



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Catalogo e mostra, l’Assemblea legislativa ricorda Michele Nucci, fotografo bolognese scomparso l’anno scorsoUna mostra e un catalogo per ricordare Michele Nucci. L’Assemblea legislativa ricorda il fotografo del “Corriere di Bologna” morto l’anno scorso in un incidente stradale. “Live in BO” è la mostra fotografica curata dal fotoreporter Gabriele Fiolo e inaugurata dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, dall’assessora regionale Irene Priolo, dall’assessora del Comune di Bologna Roberta Li Calzi, dal curatore Fiolo e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno che racconta 40 anni di storia della musica attraverso gli scatti di Nucci: da Tina Turner, l’unica fotografata in bianco e nero, a Fiorella Mannoia, da Francesco Guccini a Lucio Dalla, passando per nomi come Antonello Venditti, Giorgia, Cesare Cremonini e tanti altri.

Il catalogo, invece, è chiaro fin dal titolo: “Ciao Michele”. Oltre alle foto della mostra, raccoglie anche il ricordo dei tanti che, per lavoro o amicizia, hanno conosciuto Michele Nucci: dal sindaco di Bologna Matteo Lepore al cardinale Matteo Maria Zuppi, da Fulvio De Nigris, presidente della Casa dei risvegli Luca De Nigris, a un lungo elenco di fotografi e giornalisti bolognesi con cui Nucci ha collaborato, a partire dai suoi colleghi fotografi e cronisti de “Il Corriere di Bologna”.

Presenti al taglio del nastro della mostra e alla presentazione del catalogo anche i familiari di Michele Nucci che, per bocca della moglie Elena, hanno ringraziato l’Assemblea legislativa e gli organizzatori.

La mostra è allestita nei locali dell’Assemblea legislativa all’interno del progetto “Musica [in] Foto”, un trittico che oltre all’allestimento dedicato a Nucci comprende anche “Immagini sonore” e “Echi visivi”. Le mostre saranno aperte al pubblico fino al 26 giugno, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18.

“Immagini Sonore” raccoglie 40 foto dedicate al racconto della musica in tutti i suoi aspetti selezionate tra le oltre mille che 207 fotografi hanno mandato da tutta Italia. L’iniziativa è stata promossa dall’ Associazione Fotografica Tempo e Diaframma APS, in collaborazione con Associazione TerzoTropico-APS.

“Echi visivi” rimanda, invece, alle guerre nella ex Jugoslavia degli anni ’90 e alla tragedia di Sarajevo: durante l’assedio della città di Sarajevo del 1995 il fotografo bolognese Massimo Sciacca raccontò il movimento di resistenza underground con giovani musicisti che si esibivano nei sotterranei della città assediata da oltre due anni: ragazzi e ragazze si incontrano per resistere all’assedio insieme, per farsi coraggio attraverso l’arte e la musica.

Le dichiarazioni

“Nel Giorno della Musica, ovvero il 21 giugno, celebriamo un linguaggio universale capace di attraversare confini, generazioni e culture. La musica accompagna la vita delle persone nei momenti più intensi: nelle gioie, nelle attese, nei cambiamenti, nei ricordi. È un’arte invisibile eppure potentissima, perché riesce a parlare direttamente alle emozioni, creando connessioni profonde tra chi ascolta e chi interpreta”, spiega il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri che ricorda così Michele Nucci: “Michele Nucci con la sua arte di fotografo ha saputo raccontare anche la musica. Le sue opere dedicate ai grandi protagonisti della musica rappresentano frammenti di umanità. Omaggiare Michele Nucci significa celebrare uno sguardo capace di trasformare la fotografia in ascolto, la luce in racconto, il ritratto in memoria. Le sue opere rimangono un patrimonio prezioso non solo per Bologna, ma per tutti coloro che credono che arte e musica possano ancora emozionare profondamente e lasciare tracce durature nel cuore delle persone”.

“Per me ricordare Michele Nucci è un onore: eravamo tutti legati a lui da un grande affetto, lo stesso che rivediamo in queste foto: lo incontravamo sempre nelle occasioni ufficiali e non e ci scambiavamo sempre un sorriso di stima reciproca”, ha spiegato Roberta Li Calzi.

“La fotografia non è un complemento del racconto: è racconto essa stessa, è realtà dei fatti, è giornalismo. Ogni immagine è un frammento di verità consegnato alla memoria collettiva. Per questo il fotogiornalismo merita oggi, più che mai, di essere riconosciuto come uno dei linguaggi fondamentali della nostra professione. In queste pagine non troviamo solo lo stretto ambito professionale. Grazie a Gabriele Fiolo (fotogiornalista, appunto) in questo catalogo ritroviamo Michele Nucci. Ci manca, ma la sua è una sorta di “assenza viva”, una non presenza che si sente”, sottolinea il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Silvestro Ramunno.

“Creare un progetto come questo significa dare vita a una polifonia di storie e immagini, capaci di dialogare tra loro nello stesso spazio e nello stesso tempo. “Musica [in] Foto – Immagini Sonore” nasce dall’incontro tra due linguaggi universali: la musica, che parla di emozioni, e la fotografia, che dà forma visibile alle emozioni. Un legame tra il suono invisibile e l’immagine che lo rende percepibile. Il progetto prende forma attraverso tre percorsi che dialogano tra loro: a mostra non ha una colonna sonora, eppure ogni immagine è attraversata da un suono, una vibrazione, un ricordo musicale. Perché ci sono melodie che evocano immagini e immagini che continuano a suonare dentro di noi”, sottolinea Gabriele Fiolo.

“I concerti per Michele erano la sua confort zone, un’attività parallela a quella di fotografo per il giornale: gli piaceva andarci e raccontare con le foto le emozioni che i concerti contenevano: è molto bello che questa mostra valorizzi le sue foto che raccontano l’anima degli artisti”, ha spiegato Olivio Romanini, direttore de “Il Corriere di Bologna”.

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