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Castelnovo Monti, sabato apposizione della nuova targa in ricordo di Agostino Giampellegrini



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Castelnovo Monti, sabato apposizione della nuova targa in ricordo di Agostino GiampellegriniDopo il rinvio dello scorso gennaio, sabato 28 marzo verrà posta una targa presso la fontana dell’Albiaccio, alle ore 10.30, in ricordo di Agostino Giampellegrini, ucciso dai nazifascisti l’11 marzo 1945. Interverranno il sindaco Emanuele Ferrari, Wassili Orlandi dell’Anpi e Chiara Torcianti di Istoreco. Agostino Giampellegrini fu assassinato alle porte di Castelnovo nell’ambito di una rappresaglia nazifascista, insieme a Mario Colombari e Lea Giansoldati, per i quali sono state già posate targhe commemorative negli anni scorsi.

Il mese di marzo del 1945, in Appennino, fu caratterizzato da un’intensa attività di guerriglia partigiana contro unità nazi-fasciste. Il territorio di Castelnovo, uno dei centri principali sulla statale 63, era considerato una delle roccaforti più strategiche per l’occupante tedesco; non stupisce, dunque, che tra il 9 e il 10 marzo, distaccamenti delle brigate garibaldine e delle fiamme verdi avessero portato azioni offensive contro il nemico.
Il giorno 9, infatti, l’attacco al presidio tedesco di Croce portò alla cattura di un caporal maggiore tedesco; sorte peggiore toccò a tre suoi commilitoni in pattuglia, uccisi dai garibaldini durante lo scontro a fuoco. Due di loro, infatti, perirono in combattimento contro i partigiani a Campolungo, alle prime ore del 10 marzo.
La conseguente rappresaglia nazista fu rapida e feroce, colpì proprio l’area compresa tra Campolungo e Croce, rispettivamente luogo di provenienza e meta dei tre civili intercettati, Lea Giansoldati, Mario Colombari e Agostino Gianpellegrini. Essi furono ghermiti da una pattuglia tedesca, nonostante fossero in possesso di regolare lasciapassare, nel mattino di quello stesso giorno e portati a Castelnovo, presso Villa Marconi, sede del comando tedesco. Il mattino successivo, 11 marzo, i tre cittadini inermi furono fucilati alle porte del paese, all’Albiaccio, località poco distante dall’ospedale creato da Pasquale Marconi, all’epoca vice-commissario generale delle brigate di montagna.

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