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Cassa del Panaro, entro aprile al via la prima tappa del collaudo funzionale dell’invaso, tra i più grandi d’ItaliaCollaudo funzionale della Cassa di espansione del Panaro, si parte entro aprile. Ancora pochi giorni e prenderà il via la prima fase delle procedure di invaso sperimentale a cura di Aipo, dopo il disco verde arrivato alla fine dello scorso novembre da parte della direzione generale Dighe del Mit – ministero Infrastrutture e trasporti – che ha autorizzato l’attività.
L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile, Irene Priolo, intervenuta oggi in Assemblea legislativa.

“Il collaudo si articolerà in tre tappe e la prima è ormai prossima all’avvio- afferma l’assessore-. Attraverso la chiusura delle paratoie della Cassa, una delle più grandi d’Italia per capacità di invaso, sarà possibile riempirla fino ad un livello di 6 metri e mezzo attraverso il deflusso naturale del fiume Panaro: è questo lo step iniziale, che prevede la permanenza delle acque per dieci giorni consecutivi prima di poter procedere al rilascio”.

Sulla base dei risultati registrati si procederà a due ulteriori fasi successive corrispondenti a gradi crescenti di riempimento, fino al colmo del manufatto principale con un volume di circa 23 milioni di metri cubi d’acqua. Sarà il Mit a rilasciare apposita autorizzazione allo svolgimento di queste operazioni e la previsione è che si possano tenere tra la fine del 2021 e l’inizio del prossimo anno.
Fondamentale, per definire i tempi delle prove di invaso, saranno le condizioni meteo stagionali. Gli afflussi alla Cassa devono essere sufficienti a riempirla, ma allo stesso tempo le prove non potranno essere eseguite in caso di previsione di eventi di piena significativi, durante i quali la capacità dell’invaso deve essere ovviamente disponibile per l’utilizzo in caso di necessità.

“Siamo arrivati a un momento atteso da anni, che porterà a termine il percorso avviato dal 2013 con l’installazione delle paratoie indispensabili per riempire la Cassa e la sua gestione flessibile- aggiunge Priolo-. L’obiettivo è testare la piena sicurezza dell’opera idraulica attraverso l’impiego di un’apposita strumentazione di controllo. Ciò si farà- chiude l’assessore- intrecciando le operazioni alla stretta applicazione delle indicazioni che verranno redatte sulla base del Piano di emergenza già approvato, per garantire il coinvolgimento del territorio, degli enti locali e la massima informazione ai cittadini”.


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