Dopo che la sua compagna aveva deciso di porre fine alla loro relazione, durata circa otto mesi durante i quali lei era rimasta incinta, l’uomo, un 37enne, ha manifestato un comportamento sempre più ossessivo, minaccioso e persecutorio. Pur non avendo mai convissuto, i due si frequentavano spesso anche a casa dell’uomo.
Durante l’estate, la situazione è diventata particolarmente difficile a causa della gelosia e possessività dell’uomo, il quale monitorava i telefoni della donna e insisteva nel conoscere ogni suo spostamento. Quando la donna ha scoperto che l’uomo intratteneva contemporaneamente un’altra relazione, ha deciso di interrompere definitivamente il rapporto. Da quel momento, l’atteggiamento dell’ex compagno è peggiorato: ha iniziato a pedinarla quotidianamente e persino di notte sotto casa, effettuare continue telefonate, anche con numero anonimo, e inviare messaggi audio contenenti minacce di morte rivolte sia a lei sia alla sua famiglia.
Afflitta da ansia costante e preoccupata per la sua sicurezza al punto da non riuscire più a condurre normalmente le sue attività quotidiane, la donna si è rivolta ai Carabinieri di Casalgrande per denunciare la situazione. A seguito delle indagini, la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha confermato le scoperte investigative dei Carabinieri, ottenendo una misura cautelare dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia. L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
Le indagini dei Carabinieri hanno evidenziato che dopo la decisione della donna di interrompere la relazione, l’uomo ha iniziato a perseguitarla, comunicando minacce inquietanti come “qua finisce la tua vita”, “io stasera vado in carcere” e “finisci di brutto”. Ha anche minacciato di uccidere la donna e i suoi familiari e progettato di portare all’estero la bambina dopo la nascita. A metà settembre, l’uomo si è presentato sotto casa della donna, ha inseguito a piedi un’auto e ha lanciato un cellulare contro il veicolo, costringendo i Carabinieri a intervenire per identificarlo.
Questo comportamento ha causato un grave e persistente stress nella vittima, alterando le sue abitudini di vita. Con il supporto degli esiti investigativi dei Carabinieri, anche il GIP ha emesso l’odierno provvedimento cautelare. Ricevuta l’ordinanza, i Carabinieri di Modena hanno eseguito l’arresto domiciliare del 37enne con braccialetto elettronico e divieto di comunicazione con la vittima. L’indagine continuerà per ulteriori accertamenti al fine di valutare e decidere le azioni penali da intraprendere.

