A Carpi si è conclusa una vicenda che negli ultimi anni aveva assunto contorni sempre più pericolosi. Una donna del 1989, separata dal 2024 dopo un matrimonio durato oltre quindici anni, ha denunciato una nuova e grave escalation di minacce e atti persecutori da parte dell’ex marito, già condannato e già destinatario di misure restrittive.
Dopo la separazione, l’uomo aveva trasformato il rancore in ossessione: messaggi continui, appostamenti, telefonate, foto dell’auto, danneggiamenti. Condotte che avevano già portato all’applicazione dell’allontanamento con braccialetto elettronico e a una sentenza irrevocabile di condanna nel 2025.
Negli ultimi giorni, però, la situazione è tornata a precipitare con modalità ancora più inquietanti: l’indagato ha pubblicato su TikTok un video dal chiaro intento intimidatorio: si riprendeva mentre transitava sotto casa della madre della vittima impugnando quella che sembrava una pistola, con in sottofondo una canzone napoletana resa celebre dalla serie “Gomorra”, nota per il suo immaginario criminale e per un ritornello che evoca violenza, resa dei conti e minacce di morte.
L’uso di quel brano, associato a un gesto simulato con un’arma, ha amplificato il messaggio intimidatorio, trasformando il contenuto in una vera e propria messa in scena minacciosa, capace di generare allarme immediato nella vittima e nei suoi familiari.
Non si è fermato ai social: ha pubblicato anche una foto delle figlie con la scritta “Presto finirà tutto”, si è presentato due volte sotto casa della madre della donna urlando che la famiglia doveva “andare via da Carpi” e ha inviato messaggi intimidatori a vari parenti, compresi contenuti a visualizzazione unica. In uno di questi, intimava alla famiglia un mese di tempo per lasciare la città, sostenendo che “così è stato deciso da Dio”. In altri, offendeva il cognome della donna e pretendeva che i familiari lo cambiassero per poter restare a Carpi.
La vittima ha inoltre segnalato che l’uomo avrebbe violato il divieto di comunicazione con la figlia minore.
Di fronte a questa nuova escalation, la donna ha sporto querela presso la Stazione Carabinieri di Carpi. La gravità delle condotte, aggravata dall’uso di contenuti social dal forte impatto intimidatorio, ha portato il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ad emettere il 14 agosto scorso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, eseguita poi dai Carabinieri della Stazione di Carpi.
L’intervento dei Carabinieri, rapido e risolutivo, conferma il ruolo dell’Arma quale presidio di legalità e sicurezza, capace di operare con professionalità e determinazione anche di fronte a minacce veicolate attraverso i social e amplificate da simboli di cultura criminale.
La Stazione Carabinieri di Carpi ha garantito una risposta tempestiva, tutelando la vittima e la sua famiglia, riaffermando la funzione dell’Arma nel proteggere le persone più esposte, prevenire ulteriori condotte violente ed assicurare alla giustizia chi mette a rischio la serenità della comunità.

