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Calendario scolastico, Cisl scuola ER: decisione che richiede un confronto serio con chi la scuola la vive ogni giorno



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Calendario scolastico, Cisl scuola ER: decisione che richiede un confronto serio con chi la scuola la vive ogni giornoIl ritorno del calendario scolastico al centro del dibattito politico nazionale, innescato da proposte legate alla gestione dei flussi turistici, riporta alla luce una criticità strutturale: la tendenza della politica a intervenire sulla scuola senza un reale coinvolgimento di chi la scuola la vive e la fa funzionare ogni giorno.

Per la Cisl Scuola Emilia-Romagna il tema non è se il calendario scolastico possa o meno essere oggetto di riflessione, ma il metodo con cui si affrontano questioni che incidono profondamente sull’organizzazione del lavoro, sulla qualità dell’istruzione e sugli equilibri delle famiglie. Decisioni di questo tipo non possono nascere da annunci o da esigenze settoriali, ma richiedono un confronto serio, strutturato e fondato su dati e vincoli normativi.

In Emilia-Romagna il dibattito sul calendario non è nuovo. Già nei mesi scorsi si era parlato dell’ipotesi di anticipare o posticipare l’avvio dell’anno scolastico, introducendo una pausa nel mese di febbraio. Un confronto che aveva sollevato numerose criticità e sul quale la Cisl Scuola era prontamente intervenuta, evidenziando l’impatto sul personale scolastico, sull’organizzazione delle istituzioni e sulle condizioni materiali degli edifici.

Proprio per questo la Cisl Scuola Emilia-Romagna giudica inaccettabili proposte di riforma del calendario scolastico costruite senza consultazione preventiva con le rappresentanze dei lavoratori. Interventi di questo tipo ignorano i vincoli organizzativi delle scuole, le condizioni spesso precarie dell’edilizia scolastica e le ricadute concrete sul lavoro di docenti e personale ATA.

“La scuola non è un’azienda da riorganizzare a colpi di slogan – sottolinea luca Battistelli, segretario generale Cisl Scuola ER– ma una comunità educante complessa. Presentare cambiamenti strutturali come risposte semplici a problemi complessi, senza valutarne gli effetti sul personale e sulla qualità del servizio, è un approccio superficiale e rischioso”.

In una fase in cui la scuola avrebbe bisogno di stabilità, investimenti, sicurezza degli edifici e valorizzazione del lavoro, la Cisl Scuola Emilia-Romagna chiede alla politica un cambio di passo: un passo indietro sul metodo e uno avanti sulla sostanza. Perché le decisioni che riguardano la scuola si costruiscono insieme e senza ascolto, confronto e rispetto del ruolo di chi ogni giorno tiene in piedi la scuola pubblica, nessuna riforma può dirsi davvero tale.

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