La Polizia di Stato di Bologna ha arrestato mercoledì 30 settembre un cittadino rumeno di 30 anni, colto in flagrante durante un furto ai danni di un’anziana presso uno sportello ATM di una banca cittadina. L’intervento, condotto dalla IV Sezione – Contrasto Crimine Diffuso della Squadra Mobile, ha permesso di interrompere il crimine e recuperare 2.000 euro appena sottratti alla vittima.
Le indagini sono iniziate verso le 12:00, quando un investigatore della Squadra Mobile ha notato un uomo vicino a un ATM con un comportamento sospetto. L’uomo si nascondeva dietro cassonetti e osservava attentamente chi si avvicinava allo sportello bancario, indossando una mascherina chirurgica per rendere più difficile la sua identificazione.
Gli investigatori hanno deciso di monitorare l’uomo, considerati i recenti furti avvenuti agli sportelli bancomat in città. Poco dopo, il soggetto si è avvicinato a un anziano mentre effettuava operazioni all’ATM, ma si è allontanato quando ha visto che l’anziano stava solo controllando il saldo.
L’uomo è stato seguito dagli investigatori che lo hanno visto raggiungere un’auto con targa tedesca, allontanandosi successivamente verso un altro sportello bancomat per continuare le sue attività illecite. Gli investigatori lo hanno seguito fino a via Mezzofanti, dove l’uomo si è di nuovo nascosto vicino a un ATM, ignorando volutamente i clienti più giovani.
Intorno alle 13:30, una donna anziana si è avvicinata all’ATM. L’uomo, dopo averla osservata, si è rapidamente avvicinato posizionandosi dietro di lei con la mascherina chirurgica. Con il pretesto di una falsa anomalia dell’ATM, ha iniziato a parlare con la donna, affermando che una carta fosse bloccata. Coprendo il display con un giornale, è riuscito a compiere delle operazioni veloci e a sottrarre 2.000 euro in contanti prima di fuggire.
Gli investigatori, che avevano assistito all’intera scena, sono intervenuti immediatamente arrestando l’uomo a breve distanza dallo sportello. Una perquisizione ha permesso di recuperare i 2.000 euro in banconote da 50 euro nella giacca dell’uomo, restituendoli alla vittima. Ad ulteriore riscontro sono stati trovati denaro aggiuntivo, materiale utilizzato per coprire il display dell’ATM, e altre mascherine chirurgiche.
Questa modalità criminale è particolarmente subdola perché sfrutta la confusione e vulnerabilità delle vittime durante operazioni bancarie rapide per portargli via il denaro senza che se ne accorgano immediatamente. Tale reato è particolarmente odioso poiché spesso prende di mira gli anziani. L’operazione investigativa ha fermato l’azione criminosa sul nascere, impedendo al colpevole di fuggire con la refurtiva.
Ulteriori accertamenti hanno rivelato che l’arrestato usava anche un alias e aveva numerosi precedenti per reati simili. In particolare, il 30enne era stato soggetto a custodia cautelare nel 2022 emessa dal Tribunale di Verona per furti aggravati con modalità analoghe e ad altre azioni della polizia giudiziaria nel 2023 in diverse province italiane per reati della stessa natura.
L’uomo era destinatario di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Tribunale di Verona nel gennaio 2024, relativa a un’indagine su furti aggravati commessi con un metodo identico. Oltre all’arresto in flagranza di reato per il furto realizzato il giorno precedente, è stato nuovamente arrestato in esecuzione del provvedimento giudiziario.
Questo caso sottolinea l’importanza delle operazioni di sorveglianza svolte dagli investigatori locali. La loro attenzione al comportamento sospetto dell’individuo, il successivo pedinamento e il continuo monitoraggio dei suoi movimenti hanno permesso di identificare il momento in cui stava attuando il suo piano criminoso, consentendo un intervento tempestivo prima che potesse fuggire.
Dopo gli accertamenti di rito, l’uomo è stato condotto in carcere e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziari

