La Polizia di Stato di Bologna, coordinata dalla DDA della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, ha svolto un’intensa attività investigativa in ordine a due violenti sequestri di persona a scopo di estorsione consumati a Bologna per i quali, sinora, erano già stati effettuati tre arresti in flagranza di reato, con liberazione del rapito ed eseguito due misure cautelari in carcere.
Nella giornata di lunedì la Squadra Mobile ha eseguito un’ulteriore misura cautelare emessa dal GIP a carico di un giovane, bolognese, classe 2005, gravemente indiziato di essere l’ideatore del sequestro di persona a scopo di rapina consumato in Bologna in data 21.11.2025.
In particolare, in data 21.11.2025 un giovane denunciava di essere stato sequestrato, per un’intera notte, dopo essere stato prelevato, con la forza sotto casa, e di essere stato trattenuto in un’area rurale e qui percosso [la vittima presentava lividi, ferite lacerocontuse ed escoriazioni in più parti del corpo, fianco destro, ginocchia e volto]. In particolare la vittima era stata aggredita, sotto casa, con teaser e, poi, immobilizzata con la forza e costretta ad entrare in un’autovettura con mani legate dietro la schiena con fascette in plastica. Nella circostanza la vittima veniva rapinata della collanina, indossata al collo, e dei contanti. La vittima, quindi, veniva trasferita in area rurale, al di fuori di Bologna, e ivi trattenuta all’interno di un immobile per opre a fine di ottenere una somma di denaro; la vittima veniva legata ad una sedia, assicurata con fascette sia con le mani che con i piedi, e costretta a rivelare codice home banking. Infine la vittima veniva riaccompagnata a casa e, sotto la minaccia di un coltello puntato alla schiena, veniva rapina di un’ulteriore somma di denaro contante.
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile della Questura e coordinate dalla DDA della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, partivano dai pochi elementi a disposizione e si concentravano, in particolare, sull’esame degli impianti di video sorveglianza posti nelle vicinanze dell’abitazione della vittima.
La paziente visione delle immagini consentiva di isolare un’autovettura sospetta transitare prima e dopo il rapimento; da quella immagine gli investigatori partivano per ricercarne, ancora, a largo raggio abbinando, poi, le immagini con i dati di traffico di cella telematico e telefonico; migliaia di dati analizzati e filtrati che consentiva, infine, di ipotizzare il coinvolgimento, materiale, nel rapimento e nella rapina, di due soggetti, giovanissimi, classe 2006, incensurato, e 2003, gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, sconosciuti alla vittima. I due venivano arrestati, in esecuzione di misura cautelare in carcere a settembre. Uno degli arrestati, classe 2003, era già detenuto perché tratto in arresto in data 2.9.2026, all’esito di un blitz della Squadra Mobile operato a San Lazzero di Savena (BO) che aveva avuto come esito la liberazione di un ventitreenne sequestrato dal giorno precedente. Il secondo arrestato, invece, risulta legato da vincoli di parentale con un altro degli arrestati in data 2.9.2026.
Lo sviluppo delle attività di indagine consentiva, quindi, agli investigatori di raccogliere elementi indiziari, ritenuti gravi dal GIP, a carico del ventenne tratto in arresto lunedì quale ideatore del sequestro.

