Dalla viticoltura sostenibile all’intelligenza artificiale applicata alle imprese, dalle neuroscienze all’aerospazio, fino alle future politiche europee per la coesione e la transizione climatica. Dalla salute alla ricerca, dall’agroalimentare all’innovazione tecnologica, fino alle politiche europee per il clima, la coesione e lo sviluppo dei territori. Si rafforza l’asse tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine: dopo il voto favorevole e unanime della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti, l’Assemblea legislativa ha approvato l’accordo di collaborazione tra le due Regioni sottoscritto nel maggio scorso dai rispettivi presidenti Michele de Pascale e Alain Rousset e che rinnova e amplia una cooperazione avviata ormai da quasi vent’anni.
L’accordo tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine ha raccolto il sostegno unanime delle forze politiche. Per Fabrizio Castellari e Simona Lembi del Partito democratico l’accordo è la conferma della collocazione internazionale della Regione Emilia-Romagna, mentre Alberto Ferrero e Ferdinando Pulitanò di Fratelli d’Italia sono a favore della collaborazione tra le due Regioni, ma invitano a evitare contrapposizioni tra l’attività del Governo sul tema.
L’accordo in breve
L’intesa, che rinnova il precedente accordo siglato nel 2022, definisce un quadro stabile di cooperazione in 12 ambiti strategici: sviluppo economico, ricerca e innovazione, agricoltura e agroalimentare, salute, aerospazio, transizione digitale ed energetica, cultura, giovani e affari europei. Un asse che punta a rafforzare le relazioni tra università, centri di ricerca, imprese, cluster tecnologici e istituzioni territoriali, anche attraverso la partecipazione congiunta a programmi e reti europee.
Una parte centrale della collaborazione tra Emilia-Romagna e Nouvelle-Aquitaine riguarda innovazione, trasferimento tecnologico e trasformazione dei sistemi produttivi, con particolare attenzione alla transizione digitale ed energetica, alla decarbonizzazione e alle nuove applicazioni tecnologiche per l’agroalimentare.
L’intesa dedica inoltre una particolare attenzione al tema dell’adattamento climatico in agricoltura, prevedendo azioni comuni su riduzione delle emissioni, conservazione delle risorse idriche, agricoltura di precisione e nuove tecnologie applicate alle filiere agroalimentari, oltre alla valorizzazione delle produzioni biologiche e a denominazione di origine.

