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Agricoltura: l’assessore Mammi a Bruxelles per il confronto con istituzioni Ue e Regioni



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Agricoltura: l’assessore Mammi a Bruxelles per il confronto con istituzioni Ue e RegioniDalla riforma della Politica agricola comune alla revisione degli strumenti europei di mercato, fino alla definizione del nuovo bilancio dell’Unione europea per il periodo post-2027: passa anche dal confronto in corso a Bruxelles il futuro del settore agricolo e agroalimentare europeo. È su questi dossier strategici che si concentra la missione istituzionale dell’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Alessio Mammi, nella capitale europea per una serie appuntamenti dedicati alla definizione delle future politiche dell’Unione a sostegno del comparto agricolo.

Una fase particolarmente rilevante del processo decisionale europeo, chiamato a ridefinire assetti finanziari e strumenti operativi della Politica agricola comune, con effetti diretti sulla capacità delle imprese di affrontare l’instabilità dei mercati, la transizione climatica e le nuove dinamiche competitive internazionali. Scelte dalle quali dipenderanno l’entità delle risorse destinate al settore, le modalità di sostegno agli agricoltori e il ruolo riconosciuto ai territori nella programmazione e gestione degli interventi europei.

In questo quadro l’Emilia-Romagna partecipa al confronto europeo portando il contributo di uno dei principali sistemi agroalimentari del continente, caratterizzato da una forte integrazione tra produzione agricola, trasformazione industriale e organizzazione delle filiere. Di questi temi l’assessore Mammi parlerà intervenendo alla Conferenza europea sulla Pac, in rappresentanza della rete delle Regioni agricole europee, nel confronto sul futuro assetto della Politica agricola comune e sul ruolo dei territori nella gestione delle politiche dell’Unione.

“Il confronto in corso a Bruxelles riguarda scelte che incideranno in modo strutturale sul futuro dell’agricoltura europea- sottolinea l’assessore Mammi-. La Politica agricola comune non può essere indebolita proprio in una fase segnata da instabilità dei mercati, cambiamenti climatici e crescente competizione internazionale. I tagli alla Pac non sono accettabili: devono essere garantite le stesse risorse della precedente programmazione, oltre all’adeguamento all’inflazione. Ridurre le risorse o mettere in discussione strumenti fondamentali come l’Organizzazione comune dei mercati significherebbe esporre le imprese agricole a nuove fragilità e ridurre la capacità dell’Europa di garantire sicurezza alimentare e coesione territoriale. L’esperienza delle Regioni dimostra invece che servono politiche europee solide e coordinate sui territori: la nazionalizzazione delle politiche agricole ne peggiora la gestione, aumenta la burocrazia e limita fortemente l’applicazione di misure e decisioni necessarie per le esigenze specifiche dei territori”.

La missione europea si concentra anche sulla revisione dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli, uno degli strumenti cardine della Pac per il sostegno al reddito degli agricoltori e la stabilizzazione dei mercati. Sul percorso di aggiornamento delle regole europee che disciplinano il funzionamento dei mercati agricoli e che incidono direttamente sulla capacità dei produttori di aggregarsi e di affrontare crisi economica e climatica si concentrano i lavori del Comitato europeo delle Regioni, a cui Mammi interverrà in qualità di relatore. Il Comitato affronterà anche la definizione del quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea successivo al 2027, dal quale dipenderanno entità, priorità e modalità di attuazione delle politiche di investimento rivolte al settore primario. Un passaggio istituzionale che vede le Regioni europee impegnate a rivendicare un ruolo diretto nella costruzione delle politiche comunitarie, alla luce della responsabilità assunta nella gestione degli strumenti di sviluppo rurale e nell’accompagnamento delle imprese agricole nei processi di innovazione e transizione ambientale.

A Bruxelles l’assessore Mammi parteciperà inoltre a una consultazione europea dedicata al ricambio generazionale in agricoltura, tema centrale nella definizione delle future politiche dell’Unione volte a favorire l’ingresso di nuove generazioni nelle imprese agricole e a garantire continuità e competitività alle filiere produttive.

“Chiediamo che la Pac- prosegue l’assessore- continui a rappresentare una politica realmente comune, adeguatamente finanziata e fondata su strumenti europei efficaci, evitando soluzioni che trasferiscano sui singoli Stati o sui territori oneri che devono restare in capo all’Unione. Allo stesso tempo è necessario investire con decisione sul ricambio generazionale, perché senza nuove imprese e nuove competenze non sarà possibile garantire continuità produttiva e competitività al sistema agroalimentare europeo. Le Regioni devono poter contribuire direttamente alla costruzione delle politiche europee, portando l’esperienza concreta maturata accanto alle imprese agricole e alle filiere produttive”.

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