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I danni ai raccolti provocati dai cinghiali e l’allarme per la peste suina africana, che al momento vede l’Emilia-Romagna indenne dalla malattia, sono all’attenzione della Regione che sta mettendo a punto un Piano a protezione degli allevamenti. L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ha anche scritto ai sindaci dell’Emilia-Romagna per aggiornarli sulla situazione e sugli interventi previsti, sottolineando come sia “indispensabile ed urgente l’introduzione delle nuove misure contenute nella bozza di decreto-legge del Ministero che le Regioni hanno visionato e che si auspica venga approvato al più presto”.

Sono due le azioni giudicate maggiormente efficaci: il prolungamento fino a cinque mesi della attività di caccia al cinghiale, consentendo una riduzione del numero di questi animali attraverso i metodi consentiti dalla legge, fra cui anche la braccata che negli ambienti boschivi si presenta più efficace. E l’estensione dei piani di controllo anche alle aree in cui attualmente non sono previsti, ma dove i cinghiali provocano gravi danni alle produzioni agricole.

“Abbiamo ripetuto nei nostri recenti incontri al Governo e al legislatore nazionale- continua l’assessore- che non è sostenibile vedere attività che dalla sera alla mattina perdono un intero patrimonio produttivo, solo perché non si vuole mettere mano a una norma statale che da più parti dimostra tutta la sua inattualità e inefficacia, impedendo alle Regioni di intervenire con strumenti speciali nelle situazioni in cui si rischia di veder scomparire intere attività agricole”.

“Tra gli interventi più efficaci messi a punto dalla Regione- ricorda Mammi – c’è senza dubbio il Piano di controllo sulla specie, che amplia la possibilità di autodifesa da parte degli agricoltori anche con coadiutori di fiducia, oltre alle misure che la legge oggi consente, sulla base delle indicazioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Abbiamo incontrato le Polizie provinciali nelle settimane scorse proprio per fare il punto insieme sull’attuazione del Piano di controllo. Abbiamo inoltre fornito loro la mappa precisa delle zone in cui occorre intervenire più velocemente perché presentano alte presenza di cinghiali e allevamenti zootecnici. Alle Polizie provinciali e’ infatti affidata l’attuazione stessa del Piano con la preziosa collaborazione dei coadiutori.

Nei prossimi giorni la Regione presenterà al Commissario straordinario nazionale per la peste suina africana Angelo Ferrari, il Piano regionale di interventi urgenti (Priu) con il dettaglio delle misure, le attività di monitoraggio sui piani di controllo con il conteggio degli abbattimenti zona per zona e la sorveglianza, dando priorità alle zone in cui coesiste un’alta incidenza di cinghiali e al contempo la presenza di allevamenti suinicoli.


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