Sono decine le iniziative che il Comitato Provinciale di Modena e le Sezioni locali dell’ANPI organizzano per le celebrazioni della Festa della Liberazione e altre decine sono quelle che vedono l’Associazione tra i soggetti promotori, a partire dalle iniziative istituzionali programmate per il 25 aprile. Sul https://www.anpimodena.it/ sono presenti gli appuntamenti in tutta la Provincia.
“Quest’anno – sottolinea Vanni Bulgarelli, Presidente Provinciale ANPI – cade l’80° di alcuni fondamentali eventi della nostra storia a partire dal referendum con il quale le italiane e gli italiani scelsero la forma dello stato in concomitanza con l’elezione della Assemblea Costituente. Espressioni elettorali che videro per la prima volta esprimersi con il voto attivo e passivo le donne, altro fondamentale anniversario della democrazia italiana.”
“Non furono solo la pace, la libertà e la democrazia riconquistate a prezzo di immani distruzioni e tragedie – prosegue Bulgarelli – ma grazie alla lotta antifascista e alla Resistenza, l’Italia riconquistò la dignità travolta dalla dittatura fascista e dalla guerra scatenata da Mussolini e, pur essendo un paese sconfitto, ebbe un diverso trattamento dagli alleati: da questo nasce la Costituzione della Repubblica antifascista”
Anche il diritto di voto conquistato dalle donne fu un diretto riconoscimento del loro ruolo svolto durante la guerra e nella Resistenza militare e civile. Un diritto espresso per la prima volta nelle elezioni dei consigli comunali che si svolsero nel Modenese in gran parte nel marzo 1946. L’ANPI ha prodotto la pubblicazione La Resistenza al governo delle comunità, per ricordare le partigiane e i partigiani eletti e 20 sindaci su 46 provenivano dalle file della Resistenza.
“La Resistenza e i suoi protagonisti sono parte integrante delle celebrazioni e l’ANPI è come sempre presente alle cerimonie organizzate dalle istituzioni locali nate dalla Lotta di Liberazione. Per noi il 25 aprile non è solo una data del calendario civile – ricorda Bulgarelli – ma un fondamentale appuntamento per rinnovare la memoria e confermare il patto costituzionale, che richiede un esplicito impegno dei cittadini nella difesa e promozione dei valori della Resistenza. Per questo ritengo sbagliata la scelta di alcune amministrazioni locali di non dare voce alle associazioni partigiane. Se la memoria diventa solo rituale istituzionale, viene meno un punto essenziale che la rende attiva e presente nella vita dei cittadini di oggi: la partecipazione e la testimonianza di chi ha fatto di quel patto antifascista il fondamento della nostra democrazia.”

