Avrebbe approfittato del ruolo di addetta al banco e della fiducia accordatale dalla proprietà per sottrarre ripetutamente denaro dal cassetto del registratore di cassa, intascando parte degli incassi dell’attività commerciale. Con l’accusa di furto aggravato e continuato, i Carabinieri della Stazione di Reggio Emilia Principale hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia una 60enne residente in città. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e proseguirà con gli approfondimenti necessari alle valutazioni sull’esercizio dell’azione penale.
La vicenda ha avuto origine verso la fine dello scorso settembre, quando il titolare di una caffetteria cittadina, insospettito dalle continue discrepanze tra le vendite giornaliere e le somme presenti in cassa alla chiusura, ha deciso di controllare le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza puntato sulla postazione.
Nella sola giornata del 21 settembre, le immagini avrebbero documentato 12 distinti episodi: la dipendente, con movimenti rapidi per non farsi notare da colleghi e clienti, avrebbe aperto il cassetto, prelevato banconote e monete e nascosto il denaro sulla propria persona. L’importo accertato nell’arco di poche ore supererebbe i 100 euro. La condotta si sarebbe ripetuta con modalità analoghe almeno fino al successivo 28 settembre.
Dopo aver visionato le registrazioni, l’esercente si è rivolto ai Carabinieri della Stazione Principale, presentando una dettagliata querela e consegnando quattro supporti digitali contenenti immagini e filmati degli episodi segnalati. In sede di denuncia, il titolare ha inoltre riferito di ammanchi risalenti ai mesi precedenti, ipotizzando una perdita complessiva superiore a 15.000 euro. La cifra resta al vaglio degli inquirenti, che dovranno verificarla attraverso riscontri contabili e di bilancio.
Di fronte alla contestazione del datore di lavoro, la 60enne avrebbe ammesso i prelievi indebiti e manifestato l’intenzione di restituire le somme sottratte, senza tuttavia raggiungere un accordo formale con la proprietà.
Al termine dell’esame dei filmati acquisiti, i militari dell’Arma hanno riscontrato molteplici episodi di presunto furto, contestando anche l’aggravante dell’abuso di relazioni d’ufficio e di prestazione d’opera. La donna è stata quindi deferita all’autorità giudiziaria reggiana per furto aggravato e continuato.

