
Oggi, i militari dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Bologna, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, sulla base di una proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento ha coinvolto un patrimonio immobiliare e mobiliare del valore stimato in circa 220 milioni di euro, attribuito a un imprenditore campano attivo nei settori edilizio e immobiliare, oltre ai membri della sua famiglia.
Il decreto deriva da indagini economico-patrimoniali che hanno permesso di far luce su rapporti d’affari e legami societari con figure ritenute vicine ad ambienti camorristici. Inoltre, è stata rilevata una significativa discrepanza tra i redditi dichiarati e l’ingente patrimonio riconducibile all’imprenditore e alla sua famiglia.
Le investigazioni, corroborate dalle testimonianze di collaboratori di giustizia, hanno evidenziato connessioni imprenditoriali con soggetti ritenuti affiliati o vicini alla criminalità organizzata campana, in particolare nell’ambito di operazioni immobiliari.
Le ulteriori analisi patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, in collaborazione con lo S.C.I.C.O., hanno rivelato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati dall’imprenditore e le sue consistenti disponibilità patrimoniali nel periodo 1999-2016. Queste includono partecipazioni in società, fondi finanziari e numerosi immobili situati in Campania e Lazio.
Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione ha disposto, secondo quanto previsto dal Codice Antimafia, il sequestro di beni e quote societarie appartenenti a tre aziende operanti nei settori immobiliare e sanitario, oltre al sequestro di ulteriori proprietà mobili e immobili.
Nel dettaglio, il patrimonio immobiliare sequestrato comprende 394 unità tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in costruzione situati tra le province di Napoli e Roma. Il provvedimento riguarda inoltre 12 veicoli registrati e 28 rapporti finanziari, comprendenti conti bancari, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.
Questa misura, adottata nel quadro di un procedimento di prevenzione patrimoniale, resta comunque soggetta ai ricorsi previsti dalla normativa vigente.

