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Modena: agenti aggrediti durante controlli in Largo Garibaldi



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Modena: agenti aggrediti durante controlli in Largo Garibaldi
immagine d’archivio

Prima hanno insultato gli agenti, poi li hanno aggrediti con pugni e calci, colpendone uno anche a terra. L’episodio, avvenuto venerdì sera in Largo Garibaldi, durante i controlli della Polizia locale per contenere la violenza nella movida e proteggere i giovani, ha visto la pattuglia vittima dei due aggressori. Uno, appena diciottenne, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate contro agenti nell’esercizio delle loro funzioni.

Sulla vicenda interviene anche il sindaco Mezzetti:

“Massima solidarietà ai nostri agenti della Polizia Locale e tutta la mia vicinanza all’agente rimasto ferito mentre era impegnato nei controlli serali nel centro storico.

È un episodio grave e inaccettabile, che conferma quanto sia importante la presenza quotidiana della Polizia Locale a tutela della sicurezza dei cittadini e che ci mette ancora una volta di fronte al problema della devianza giovanile e di comportamenti violenti, in questo caso anche reiterati.

Parliamo certamente di una minoranza di ragazzi, ma di un fenomeno che non possiamo sottovalutare. Una violenza che non ha nazionalità: coinvolge giovani italiani, figli di italiani, come in questo caso, e giovani con famiglie di origine straniera. Le responsabilità sono individuali e vanno affrontate senza giustificazioni, ma anche senza generalizzazioni.

Per questo torno a sollecitare una riflessione politica nazionale che vada oltre la risposta, tanto semplice quanto insufficiente, del solo inasprimento delle pene. La sicurezza richiede fermezza, certezza delle conseguenze e capacità di intervenire tempestivamente, soprattutto quando si tratta di minori.

Rilancio quindi la filosofia delle tre R: responsabilità, riparazione, rieducazione.

Chi commette un reato deve risponderne, deve essere chiamato a riparare concretamente il danno provocato e deve essere accompagnato in un percorso che gli faccia comprendere fino in fondo la gravità delle proprie azioni.

Servono strumenti normativi che consentano interventi rapidi, concreti e realmente efficaci, anche attraverso attività socialmente utili a beneficio della comunità.

Non si tratta di scegliere tra fermezza ed educazione. Si tratta di capire che senza responsabilità non c’è educazione, ma senza rieducazione rischiamo soltanto di preparare la prossima violenza.

È questa la sfida che la politica deve avere il coraggio di affrontare.

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