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L’Emilia-Romagna punta al titolo di Regione europea dello Sport 2029: presentata la candidatura



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L’Emilia-Romagna punta al titolo di Regione europea dello Sport 2029: presentata la candidatura
Roberta Frisoni (immagine d’archivio)

Investimenti nell’impiantistica insieme agli enti locali, sostegno allo sport di base e all’associazionismo, progetti rivolti a scuole e giovani e collaborazioni stabili con le Federazioni sportive, un calendario di grandi eventi sportivi nazionali e internazionali capace di generare un indotto sul territorio di oltre 530 milioni di euro. Ma anche una visione dello sport sempre più integrata con le politiche per la salute e il welfare, come strumento di prevenzione, promozione di corretti stili di vita e benessere delle persone.

È forte di questo patrimonio, costruito insieme ai territori e all’intero sistema sportivo regionale, che l’Emilia-Romagna si candida a diventare Regione europea dello Sport 2029, il riconoscimento assegnato da Aces Europe, l’Associazione delle città europee dello sport, ai territori che si distinguono per le politiche di promozione dello sport e dell’attività fisica e per la capacità di valorizzarne la funzione sociale. Un percorso che trova uno dei propri riferimenti nella legge regionale 8 del 2017, che riconosce il valore sociale ed educativo dello sport e il suo ruolo nella promozione di sani stili di vita, e nei Piani triennali dello Sport, attraverso i quali la Regione programma obiettivi, interventi e risorse.

A sostenere la candidatura ci sono anche i numeri della pratica sportiva e della sua diffusione in Emilia-Romagna. Secondo gli ultimi dati Istat consolidati, nel 2024 in regione quasi 1,8 milioni di persone dai 3 anni in su praticano uno o più sport nel tempo libero, il 41,2% della popolazione, contro il 37,5% della media nazionale. Il 32% pratica sport in maniera continuativa e il 9,3% saltuariamente. Una partecipazione sostenuta da una rete capillare: secondo il Rapporto Sport 2025 di Sport e Salute, in Emilia-Romagna sono 8.102 le società sportive attive, il 7,5% del totale nazionale, con una densità di 1,82 società ogni mille abitanti.

La candidatura è stata presentata ufficialmente questa mattina in Regione dall’assessora al Turismo e Sport, Roberta Frisoni, insieme a Vincenzo Lupattelli, presidente e fondatore di Aces Europe. Ad aprire i lavori, un videosaluto del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.

Al centro dell’incontro una tavola rotonda dedicata allo sport come elemento identitario dell’Emilia-Romagna, cui hanno preso parte il direttore regionale di Special Olympics Italia, Cristiano Previti  e tra i più grandi campioni dello sport olimpico e paralimpico emiliano-romagnolo: il campione di slalom speciale a Vancouver 2010, Giuliano Razzoli; la campionessa paralimpica di nuoto e testimonial dello sport dell’Emilia-Romagna, Giulia Ghiretti; il campione europeo di beach volley ai Giochi europei degli atleti trapiantati 2026, Achille Abbondanza; e l’ex cestista e primo italiano a vincere un titolo Nba, Marco Belinelli. Presenti anche il canottiere medaglia d’argento alle olimpiadi di Parigi del 2024, due volte campione del mondo di canottaggio nel quattro di coppia, Luca Rambaldi e Martina Santandrea, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Tokyo nel 2020 e tre volte campionessa mondiale di ginnastica ritmica con le Farfalle azzurre.

In sala anche un’ampia rappresentanza del panorama sportivo regionale: Coni, Cip, Sport e Salute, Istituto del credito sportivo, Federazioni e Enti di promozione sportiva, rappresentanti della Conferenza dello sport e il delegato allo Sport di UniBo. A condurre l’evento, la giornalista di Sky Sport, Federica Lodi.

“Siamo orgogliosi di presentare la candidatura dell’Emilia-Romagna a Regione Europea dello Sport 2029 e di farlo insieme alle nostre campionesse, ai nostri campioni e ai territori che già fanno parte della rete Aces Europe: è l’immagine di un sistema che sa fare squadra e guarda al futuro- affermano il presidente de Pascale e l’assessora Frisoni-. Questa candidatura valorizza un percorso costruito negli anni insieme ai territori e a tutto il sistema sportivo regionale, ma soprattutto rappresenta per noi un nuovo punto di partenza. Lo sport è una politica pubblica a tutti gli effetti: significa salute e prevenzione, educazione, inclusione, socialità e qualità della vita, ma anche sviluppo, attrattività e promozione del territorio. Abbiamo investito negli impianti, sostenuto associazioni e società sportive, enti locali e scuole, costruito collaborazioni stabili con le Federazioni e portato in Emilia-Romagna grandi appuntamenti nazionali e internazionali. Ora vogliamo valorizzare questo patrimonio e compiere un passo ulteriore: fare dell’Emilia-Romagna un laboratorio europeo di innovazione per lo sport, mettendo a sistema investimenti ed esperienze e rafforzando il legame tra la rete sportiva, scolastica e sanitaria. Vogliamo costruire un modello nel quale sport, salute e welfare lavorino insieme, perché investire nello sport significa investire nella prevenzione, nell’inclusione, nelle relazioni e, soprattutto, nella qualità della vita delle persone e delle comunità”.

“La candidatura dell’Emilia-Romagna a Regione Europea dello Sport 2029- dichiara il presidente di Aces Europe Lupattelli– è una bellissima opportunità, che nasce dal percorso virtuoso di tanti Comuni e realtà sportive che negli anni si sono messi in gioco. Oggi la Regione può fare sintesi di queste esperienze con una candidatura capace di includere e valorizzare tutte le realtà comunali, mettendole in rete in un unico grande progetto sportivo regionale”.

Una rete di territori che investe nello sport

La candidatura dell’Emilia-Romagna può contare anche su una rete di enti locali che hanno già ottenuto riconoscimenti Aces Europe o avviato un percorso di candidatura.

Nel corso dell’iniziativa un momento di riconoscimento dedicato ai territori emiliano-romagnoli protagonisti del circuito Aces Europe: Ferrara, European City of Sport 2027; Cattolica (Rn), European Town of Sport 2027; Parma, European Capital of Inclusive Sport 2027; Bellaria Igea Marina (Rn), candidata European Town of Sport 2028; e Bobbio (Pc), che ha avviato la candidatura a Comunità europea dello sport 2028. Tra i premiati anche il Comune di Modena per il titolo di Capitale Italiana del Volontariato 2026; percorsi che testimoniano un dinamismo territoriale che è parte dell’identità dell’Emilia-Romagna come terra vocata allo sport.

Il percorso della candidatura

Con la lettera indirizzata ad Aces Europe, la Regione Emilia-Romagna ha formalizzato la propria candidatura al titolo di Regione Europea dello Sport 2029, aderendo al regolamento che disciplina il processo di selezione. Il prossimo passaggio sarà la predisposizione del dossier di candidatura, nel quale saranno illustrate le politiche, i programmi, gli investimenti e le esperienze sviluppate sul territorio in materia sportiva. Seguirà la valutazione secondo i criteri stabiliti da Aces Europe.

L’iter prevede anche una visita sul territorio della commissione di valutazione Aces, durante la quale la Regione potrà presentare progetti, impianti e iniziative, insieme alla rete costruita con enti locali, associazioni e società sportive, Federazioni e gli altri soggetti coinvolti nelle politiche regionali. Al termine della valutazione sarà definita l’assegnazione del riconoscimento, con la designazione ufficiale in occasione della cerimonia annuale di Aces Europe.

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