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Ue, von der Leyen “La democrazia è minacciata anche dall’interno”



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Ue, von der Leyen “La democrazia è minacciata anche dall’interno”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “‘Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempì. Con queste parole Charles Dickens descriveva l’Europa nei giorni della Rivoluzione francese. Le stesse parole sono una descrizione veritiera del mondo in cui viviamo. Ci troviamo ad affrontare cambiamenti che vanno a una velocità incredibile e sfide senza precedenti”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, alla plenaria del Parlamento Europeo, a Strasburgo. “Lo stato dell’unione è solido come mai prima d’ora, e può sembrare precario come mai prima d’ora. Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili ma sono entrambe vere ed entrambe rispecchiano questi tempi eccezionali”, ha aggiunto.

“Siamo tutti consapevoli delle minacce che dobbiamo affrontare. Mentre vecchie certezze e relazioni si sono logorate, ci troviamo oggi a confrontarci con un mondo apertamente ostile”, ha sottolineato von der Leyen, per la quale “ne sono testimonianza l’ascesa degli estremismi e la perdita di sfumature, che si riflettono persino nel modo in cui interagiamo gli uni con gli altri. Queste preoccupazioni reali vengono strumentalizzate per creare divisioni tra noi: a volte dall’esterno, ma troppo spesso dall’interno. Eppure, la nostra strada è tracciata: costruire un’Europa indipendente e capace di agire. Nulla potrà distoglierci da questo obiettivo, perchè, in questo mondo, il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei”.
“La nostra scelta è chiara. Vogliamo un’Europa forte e indipendente, capace di difendere i propri valori in questo mondo? Vogliamo unirci attorno all’ideale europeo secondo cui possiamo decidere insieme il nostro destino? O permetteremo che le nostre democrazie vengano minate da intermediari e fantocci di regimi autoritari? Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o di disinformazione, i nomi possono cambiare, ma l’obiettivo resta lo stesso – ha proseguito -: disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità europea. Non limitiamoci quindi a opporci a tutto questo: lottiamo insieme per il nostro ideale europeo”.

“Le minacce alle nostre democrazie non provengono solo dall’esterno. Assistiamo all’ascesa di forze antidemocratiche ed antieuropee. E ne conosciamo i rischi. Ma nulla è inevitabile. Basta guardare all’Ungheria – ha sottolineato la presidente della Commissione Ue -. Il 12 aprile rimarrà a lungo impresso nella nostra memoria. E’ il giorno in cui il popolo ungherese ha preso in mano il proprio futuro. Ha scelto la democrazia. Ha scelto l’Europa. Ha riportato l’Ungheria dove merita di stare: al cuore della nostra Unione”.

“La nostra economia ha retto all’impatto dei conflitti in Medio Oriente meglio del previsto e il tasso di disoccupazione è vicino ai minimi storici. Tuttavia, le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento si fanno sentire pesantemente su cittadini e imprese. Sarà necessario compiere scelte di bilancio chiare per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, tutelando al contempo gli investimenti. Pertanto, rilanciare l’economia europea è la nostra priorità assoluta – ha aggiunto -. Disponiamo di un mercato vasto, di un’industria e di servizi di eccellenza, di ingenti risparmi e di una delle principali valute mondiali. Eppure, continuiamo a frammentare capitali, reti e potere d’acquisto. Ecco perchè, al momento del nostro insediamento, abbiamo varato un piano ambizioso: costruire un’economia in cui innovazione ed energia circolino liberamente oltre i confini nazionali; in cui le imprese possano competere e crescere in tutta Europa e i risparmi finanzino il nostro futuro. E’ questa la logica alla base dei rapporti Draghi e Letta; ed è un obiettivo che stiamo concretizzando insieme”.

“Abbiamo raggiunto un accordo politico sulla tabella di marcia “Un’Europa, un mercato” e, insieme, possiamo e dobbiamo completare questa storica riforma del Mercato unico entro la fine del prossimo anno – ha sottolineato von der Leyen -. Nell’economia odierna, la rapidità è fondamentale”.

“Dobbiamo quindi puntare con decisione su energie pulite, accessibili e prodotte internamente, che si tratti di rinnovabili e nucleare, oppure di biometano e altre fonti. Mantenendo un approccio tecnologicamente neutrale, ma garantendoci l’indipendenza – ha detto ancora von der Leyen -. Per raggiungere questa indipendenza, dobbiamo elettrificare l’Europa. Il nostro obiettivo è raddoppiare la quota di elettricità entro il 2040. In questo modo, l’Europa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro all’anno la spesa per l’importazione di combustibili fossili – ha detto ancora la presidente della Commissione Ue -. Dobbiamo però anche garantire la disponibilità dell’elettricità che produciamo. L’anno scorso abbiamo installato oltre 80 GW di capacità da fonti rinnovabili, ma una capacità sei volte superiore è ancora in attesa di essere connessa alla rete. Ecco perchè il pacchetto sulle reti è così urgente. Dobbiamo investire più rapidamente, accelerare le connessioni alla rete e sviluppare sistemi di stoccaggio. In sintesi: rendiamo elettrico il futuro dell’Europa”.

“Il nostro deficit commerciale con la Cina ammonta ormai a un miliardo di euro al giorno. Abbiamo raggiunto un punto critico. Alcuni sostengono che sia imminente un secondo “shock cinese”. Ma è già in atto. E’ un fenomeno visibile nelle nostre comunità e nelle fabbriche di tutta l’Unione; sta portando alla deindustrializzazione dei principali poli industriali europei. Una situazione insostenibile – ha sottolineato von der Leyen -. Ecco perchè abbiamo avviato un dialogo con la Cina per riequilibrare i nostri scambi commerciali. Tuttavia, questo dialogo deve ora tradursi in risultati concreti. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per riequilibrare le nostre relazioni. Le parole sono importanti, ma i fatti contano di più”.

“Istituiremo una nuova società europea per le materie prime critiche – ha aggiunto -. Ci aiuterà ad acquisire e stoccare ciò di cui abbiamo bisogno: per auto elettriche, chip e batterie, tecnologie pulite e difesa. E molto altro ancora. Da questo non dipende solo la nostra industria, ma anche la nostra indipendenza e la nostra sicurezza”.

“Sul fronte del cambiamento climatico, quella appena trascorsa è stata l’estate della verità. Quasi nessuna parte del nostro continente è stata risparmiata. La scienza parla chiaro: l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale. Certo, la transizione è complessa e dovremo adattarci e imparare strada facendo. Ma non c’è dubbio: l’Europa può, deve e saprà mantenere la rotta verso i propri obiettivi climatici”.
Gli incendi “stanno diventando più intensi, più frequenti e più diffusi. Sono molto orgoglioso della risposta dell’Europa. Dei nostri mezzi europei in volo attraverso il continente. Ma è chiaro che dobbiamo pensare in grande. E imparare più in fretta. Ecco perchè abbiamo chiesto ad alcuni dei più esperti vigili del fuoco e soccorritori europei di guidare questo lavoro. Esamineranno ogni aspetto della preparazione e della prevenzione – aggiunge -: dal coordinamento civile-militare alle nuove capacità necessarie. E ho chiesto loro di avanzare proposte, inclusa quella per una futura flotta europea antincendio. Solo quest’anno, le nostre squadre di soccorso hanno salvato innumerevoli vite e abitazioni”.

“L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente diventando un pilastro fondamentale per la nostra economia e la nostra sicurezza. La posizione dell’Europa è chiara: vogliamo sfruttare appieno l’IA per migliorare la nostra società, la qualità della vita e la produttività. Sono ottimista riguardo al potenziale dell’IA di portare benefici all’umanità, a patto di gestirla nel modo giusto. Tuttavia, come ogni nuova tecnologia potente, l’IA comporta un equilibrio tra opportunità e rischi. Se non affrontiamo questi rischi, non riusciremo mai a realizzare le potenzialità dell’IA – ha proseguito -. Man mano che i modelli di frontiera diventano più avanzati, questi rischi emergono con maggiore chiarezza. I modelli in fase di sviluppo consentiranno attacchi informatici di una portata che ritenevamo impossibile. E presto finiranno nelle mani di avversari che hanno una visione del mondo molto diversa dalla nostra”.

“Vorrei collaborare con voi per aprire le porte al Canada affinchè diventi il primo membro associato dell’Ue. La vostra presenza qui è simbolo della duratura amicizia tra i nostri popoli. I nostri legami culturali, storici e personali sono profondamente radicati nel tessuto delle nostre società. E grazie al CETA, il nostro scambio di merci è cresciuto del 75% in meno di un decennio – ha aggiunto von der Leyen rivolgendosi al premier canadese Mark Carney presente in Aula -. Ciò dimostra la forza dei nostri accordi commerciali. Guardiamo al mondo con gli stessi occhi: dall’IA al cambiamento climatico, dall’Artico alla geopolitica. E siamo rimasti uniti: sull’Ucraina, sulla difesa, sulle materie prime e sulle catene di approvvigionamento”.

“Inaspriremo le nostre sanzioni contro la Russia. La pressione su Mosca deve continuare ad aumentare. Ciò non richiede sempre nuove sanzioni, ma soprattutto l’applicazione di quelle esistenti – ha detto von der Leyen parlando della guerra in Ucraina -. Le nostre sanzioni sono pesanti. Sottopongono l’economia russa a un’enorme pressione. La Russia sta tentando di tutto per aggirarle. Dobbiamo quindi chiudere ogni scappatoia”. “Da tempo discutiamo di un formato incentrato sulla sicurezza del nostro continente, con il coinvolgimento di partner quali Ucraina, Regno Unito, Norvegia, Canada e altri. Ciò è ancora più urgente oggi, data la natura e la portata dei rischi in gioco. Ecco perchè illustreremo le nostre idee per trasformare in realtà un Consiglio europeo per la sicurezza. L’urgenza è evidente. E il principio è semplice: la sicurezza dell’Europa è indivisibile”.

“La profonda sofferenza a Gaza e la violenza incontrollata dei coloni in Cisgiordania hanno colpito nel profondo gli europei. La decisione del governo israeliano di portare avanti l’illegale progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L’anno scorso ho chiesto all’Europa di agire, proponendo una serie di misure. Per molti europei è doloroso constatare che gli Stati membri non siano riusciti a raggiungere le maggioranze necessarie per una risposta unitaria – ha aggiunto -. Alcuni Stati membri hanno agito autonomamente; altri stanno valutando di farlo. Quando l’Europa è divisa, non può cambiare il corso degli eventi”.

“Domani la Commissione proporrà il “Kids Act”. Adotteremo un approccio graduale e differenziato. Ogni fascia d’età ha le proprie specificità; di conseguenza, ciascuna beneficerà di un livello di protezione su misura. Nessun account personale al di sotto dei 15 anni. Niente social media sotto i 13 anni. Ciò significa che, per la fascia tra i 13 e i 15 anni non compiuti, saranno ammessi solo “mini-account” creati e supervisionati dai genitori, caratterizzati da funzionalità limitate e restrizioni temporali – ha aggiunto -. Per la fascia tra i 15 e i 18 anni, invece, la progettazione sicura (“safe design”) diventerà un obbligo per le piattaforme”. “I prossimi mesi nella regione saranno cruciali. Nonostante queste sfide, l’Europa è in prima linea nel sostegno ai palestinesi. Abbiamo fornito più aiuti di chiunque altro. Attraverso il Gruppo dei donatori per la Palestina e l’iniziativa “Team Gaza”, abbiamo riunito 65 delegazioni. Insieme, abbiamo promesso quasi un miliardo di euro per ricostruire Gaza e sostenere un’Autorità palestinese moderna – ha spiegato von der Leyen -. L’Europa sostiene il diritto di Israele all’autodifesa. Al contempo, il popolo palestinese ha l’eguale diritto di vivere in sicurezza e dignità. Spetta all’Europa mantenere viva la prospettiva della soluzione a due Stati”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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