Home Appennino Modenese Architettura appenninica, CNA al convegno di Gombola sulla tutela del patrimonio

Architettura appenninica, CNA al convegno di Gombola sulla tutela del patrimonio



Ora in onda:
____________

Architettura appenninica, CNA al convegno di Gombola sulla tutela del patrimonioSi è svolto nei giorni scorsi, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo al Castello di Gombola, il convegno di studi “Architettura Appenninica: identità̀ e tutela”. Tra i relatori anche Adelio Moscariello, responsabile delle politiche settoriali di CNA, che ha portato la posizione dell’associazione sul tema della conservazione del patrimonio storico-architettonico dell’Appennino modenese e sulle opportunità di sviluppo economico legate ai territori montani.

“Conservare il patrimonio culturale non significa soltanto tutelare edifici e luoghi, ma creare le condizioni affinché continuino a essere vissuti, valorizzati e riconosciuti dalle comunità” ha dichiarato Moscariello nel suo intervento. Turismo culturale, valorizzazione dei borghi, ospitalità diffusa e nuove misure dedicate ai territori montani: le opportunità, ha spiegato, non mancano, ma “nessuna opportunità diventa concreta senza persone, competenze e imprese in grado di trasformarla in sviluppo reale”.

Per questo, ha sottolineato il responsabile di CNA Costruzioni, il tema della trasmissione d’impresa è particolarmente importante, soprattutto a Modena, dove il 12% degli imprenditori ha più di 70 anni, rappresenta una priorità dell’azione di CNA: quando un’attività chiude senza continuità, si rischia di perdere non solo un’impresa, ma anche competenze, saperi professionali e una parte dell’identità economica e culturale del territorio.

“Accompagnare il ricambio generazionale significa quindi non solo sostenere le imprese, ma contribuire a mantenere vivo il patrimonio materiale e immateriale delle nostre comunità” ha aggiunto Moscariello, evidenziando come l’Appennino modenese possieda risorse importanti e come la sfida dei prossimi anni sarà creare le condizioni affinché sempre più giovani possano scegliere di viverlo, lavorarci e costruirvi il proprio futuro.

Al convegno, aperto ai saluti istituzionali della sindaca di Polinago, Simona Magnani, sono intervenuti anche l’architetto Walter Baricchi, l’architetto Nicola Gigli, la dott.ssa Paola Foschi e la dott.ssa Carolina Ascari Raccagni, della Soprintendenza Belle Arti di Modena.

Previous articleA ottobre torna “Zing”, a Rimini due giorni dedicati e innovazione e tecnologia
Next articleCrosetto “Emma Bonino si è impegnata tutta la vita per i suoi ideali”