Al primo gennaio 2026 si contano nei comuni montani 32.253 residenti, che rappresentano il 6,1% della popolazione provinciale. Quasi la metà degli abitanti si concentra nei comuni più popolosi di Castelnovo ne’ Monti e Casina. A evidenziarlo è un’analisi dell’ufficio studi Lapam Confartigianato. Negli ultimi dieci anni, la popolazione reggiana è cresciuta dello 0,5%, mentre i residenti dei comuni montani calano in media del 3,5%. Cali più accentuati si registrano nei comuni di Toano, Villa Minozzo e Ventasso. Nel breve periodo tuttavia si colgono anche segnali positivi: nell’ultimo anno, quattro comuni montani su sette hanno visto una crescita del numero di residenti. Osservando la serie storica, è possibile notare come dal 2021 in poi si sia arrestato il trend in calo della popolazione montana: un trend favorito, probabilmente, da affitti e tasse ridotti rispetto alla città e dalla riscoperta di una vita più tranquilla e a contatto con la natura.
La popolazione giovanile al di sotto dei 35 anni rappresenta oltre un quarto della popolazione residente nei comuni montani. A seguito dell’invecchiamento progressivo della popolazione, il numero di giovani è in calo del 3,1% in provincia di Reggio Emilia e del 5,1% tra i comuni montani. All’opposto, la popolazione con oltre 65 anni d’età, che ad oggi rappresenta il 29,6% della popolazione nei comuni montani e il 23,3% a livello provinciale, negli ultimi dieci anni è cresciuta dell’1% in montagna e del 10,5% in provincia. Considerando la popolazione in età lavorativa tra i 35 e i 64 anni, si ha un -5,3% in dieci anni nei comuni montani rispetto al -1,5% provinciale. Aumenta anche in montagna il numero di cittadini stranieri, che in dieci anni crescono del 5,4%, più del +0,8% registrato in provincia, arrivando a rappresentare il 9,6% della popolazione totale a inizio 2026, inferiore rispetto al 12,3% della provincia reggiana.
«Per rendere l’Appennino sempre più attrattivo occorre continuare a investire nelle infrastrutture materiali e digitali, nei servizi per cittadini e imprese e nelle condizioni che consentano alle aziende di crescere e ai giovani di scegliere di vivere e lavorare in montagna – affermano da Lapam Confartigianato –. È necessario arginare sempre di più il rischio di spopolamento delle aree interne: è uno degli obiettivi che ci siamo dati come associazione, ed è uno dei motivi che ci ha spinto a mettere il fenomeno sotto la lente d’ingrandimento anche in occasione del nostro Convegno Imprenditori che si svolgerà a ottobre, creando un gruppo di lavoro ad hoc, dedicato proprio alle aree interne. Ragionare per trovare soluzioni percorribili per incentivare le persone a vivere e risiedere nell’Appennino è uno dei passi fondamentali per non disperdere il saper fare delle botteghe di questi territori».

