Dal mese di maggio dell’anno scorso beneficiava della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali a seguito di una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Ora l’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia ha disposto l’immediata cessazione della misura alternativa dell’affidamento in prova terapeutico nei confronti del condannato, un 38enne residente Castelnovo Sotto (RE), ordinando il suo contestuale trasferimento in un istituto penitenziario. I carabinieri della stazione di Castelnovo Sotto nella mattinata di ieri ricevuto il provvedimento vi hanno dato esecuzione conducendo l’uomo in carcere.
La decisione del Magistrato di Sorveglianza scaturisce dalla ricezione di un nuovo provvedimento di esecuzione di pene concorrenti con contestuale ordine di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Reggio Emilia in data 10 agosto 2026. Tale provvedimento ha rideterminato complessivamente la pena residua che il 38enne soggetto deve ancora scontare. La pena residua espianda è stata quantificata in 8 anni, 7 mesi e 19 giorni di reclusione (oltre a una multa di 1.010,00 euro), con la scadenza del fine pena definitivo fissata al 27 maggio 2033. La nuova determinazione della pena deriva dall’unificazione di diverse condanne definitive emesse a carico del soggetto negli anni passati per molteplici reati comuni:
- resistenza a pubblico ufficiale, commessa a Castelnovo di Sotto nel luglio del 2013;
- violazione delle misure di prevenzione (due episodi commessi a Poviglio nel giugno del 2016);
- furto aggravato in concorso, commesso a Parma nell’agosto del 2019;
- tentata rapina e lesioni personali aggravate, commesse a Parma nel novembre del 2017;
- ricettazione, commessa a Sant’Ilario d’Enza nel settembre del 2015;
- falsa attestazione a un pubblico ufficiale, commessa a Reggio Emilia nel gennaio del 2013.
Inoltre, a causa di quest’ultima condanna, è stata revocata la sospensione condizionale della pena che era stata precedentemente concessa in relazione a una condanna per rapina aggravata in concorso commessa a Verona nel maggio del 2009, aggiungendo ulteriori 2 anni di reclusione al computo totale della pena da espiare.
Il condannato, come accennato in premessa, si trovava precedentemente ammesso al regime di affidamento in prova terapeutico, concesso dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna a partire dal maggio del 2025. Tuttavia, l’ordinamento giuridico italiano stabilisce che la misura dell’affidamento in prova terapeutico possa essere applicata solo qualora la pena detentiva residua da espiare non superi il limite massimo di 6 anni. Con l’unificazione delle nuove condanne e la determinazione della pena residua a oltre 8 anni, tale soglia di legge è stata ampiamente superata.
Anche ipotizzando una valutazione favorevole per la concessione della liberazione anticipata (pari a una riduzione di 180 giorni complessivi), il residuo di pena supererebbe comunque la soglia di legge, anticipando la scadenza teorica a novembre 2032 ma mantenendo la pena sopra i 6 anni. Per queste ragioni, il Magistrato di Sorveglianza ha dovuto dichiarare cessata la misura alternativa in corso e ha disposto che il condannato venisse immediatamente condotto presso il più vicino istituto penitenziario per proseguire l’espiazione della pena in regime detentivo ordinario.
I carabinieri, ricevuto il provvedimento vi hanno dato esecuzione conducendo l0uomo in carcere per l’espiazione della pena.

