Probabilmente vecchi rancori di natura economica, che avevano già visto i due litigare tempo addietro con episodi di violenza fisica, sarebbero i motivi che avrebbero indotto un giovane a utilizzare la piattaforma di messaggistica WhatsApp per inviare audio contenenti spietate minacce di morte nei confronti di un 28enne residente nella Bassa Reggiana.
Per questi motivi i Carabinieri della Stazione di Reggiolo, ai quali la vittima si è rivolta per formalizzare la denuncia, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia – diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci – un 21enne residente nel mantovano, chiamato a rispondere del reato di minaccia. Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.
La vicenda trae origine dai gravi messaggi vocali recapitati di prima mattina sul telefono della vittima. Contenuti dall’elevata carica intimidatoria e violenta, nei quali l’aggressore non ha esitato a ricorrere a metafore macabre e ingiurie a sfondo etnico pur di terrorizzare il connazionale. Tra le espressioni più d’impatto emerse dall’ascolto delle tracce audio depositate agli atti: “Secondo te tu rimani vivo? I miei compaesani ti mangiano… “, seguite da espliciti avvertimenti a non farsi più sentire: “Non ti consiglio più di mandarmi un messaggio, fai il bravo… senno vedi che qualche giorno…”.
L’episodio ha generato forte ansia nella vittima, consapevole che le minacce arrivavano da un soggetto con cui si erano già verificati scontrati fisici in passato per futili motivi d’interesse economico. Spaventato dalla brutalità delle frasi e dal concreto rischio di ritorsioni, il 28enne ha deciso di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Le immediate indagini condotte dai Carabinieri della Stazione di Reggiolo, attraverso l’analisi dei file audio, il tracciamento delle utenze telefoniche e la verifica delle identità digitali, hanno permesso di risalire in breve tempo all’esatto utilizzatore del numero di telefono, identificandolo nel 21enne domiciliato nel vicino comune mantovano.
Raccolti tutti gli elementi di prova e acquisiti gli elementi di presunta responsabilità, i militari hanno inoltrato il dettagliato rapporto alla Procura reggiana per i successivi adempimenti giudiziari.

