
Offrire cura e assistenza, soprattutto ai più piccoli, in caso di patologie per lo più gravi.
Anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno verso i pazienti provenienti da Paesi extra Ue, assicurando loro l’accesso a prestazioni sanitarie di alta specialità.
Ammontano a 600mila euro le risorse che la Giunta regionale mette a disposizione delle Aziende sanitarie del territorio, che possono aggiungere anche fondi propri, nell’ambito del “Programma assistenziale per prestazioni sanitarie di alta specialità a favore di cittadini stranieri provenienti da Paesi extra Ue”.
Dal 2015 sono 853, di cui 615 minori, le persone curate in Emilia-Romagna grazie a questo Programma. Nel 2025 sono stati presi in carico 42 pazienti, prevalentemente minori di 14 anni (29 casi). Gli interventi hanno riguardato soprattutto persone affette da patologie importanti nell’ambito delle cardiopatie, della chirurgia pediatrica, dell’ematologia oncologica e dell’ortopedia. Albania (13 casi), Zimbabwe (8), Senegal (6) e Marocco (5) i Paesi di provenienza più frequentemente interessati.
“Da venticinque anni- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi– l’Emilia-Romagna è impegnata ad assistere quei pazienti, soprattutto i più piccoli, che nei loro Paesi di provenienza non possono ricevere cure adeguate. Sono Paesi colpiti dalla guerra o segnati da una povertà estrema. Siamo una regione solidale e per questo, grazie alle strutture e ai professionisti del nostro servizio sanitario pubblico, vogliamo dare una possibilità a chi rischia di non avere un futuro”.
Il Programma di assistenza sanitaria
Il Programma prevede interventi di alta specialità, soprattutto a favore di pazienti in età pediatrica, che non possono essere erogati nei Paesi di provenienza.
Non sono inclusi, invece, i trapianti di organi – per la complessità e la durata del percorso assistenziale, oltre che le modalità di eventuale attesa del paziente per l’organo e del periodo, piuttosto lungo, di follow up post-trapianto – e le cure per i disturbi neurologici/comportamentali, che richiedono una presa in carico multiprofessionale e interdisciplinare, oltre a valutazioni ripetute nel tempo.
I territori che possono accedere al Programma, come previsto dalla deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 63/2022, sono: Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Kosovo, Serbia, Burundi, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Kenya, Etiopia, Mozambico, Senegal, Tunisia, Marocco, Campi profughi saharawi in Algeria e Territori liberati del Sahara Occidentale, Territori Autonomia Palestinese, Libano, Bielorussia, Ucraina, Brasile. Inoltre, in un’ottica di sviluppo sostenibile e tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030, oltre che delle relazioni consolidate tra le Aziende sanitarie emiliano-romagnole e alcuni Paesi dell’Africa, a questi si aggiungono anche lo Zambia, lo Zimbabwe e l’Eritrea.

