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A Cavola la presentazione del volume “I sovversivi della montagna reggiana”: riflettori su dodici antifascisti toanesi



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A Cavola la presentazione del volume “I sovversivi della montagna reggiana”: riflettori su dodici antifascisti toanesiUn viaggio nella memoria del territorio attraverso le carte della Polizia del regime fascista, per riscoprire le vicende di uomini che pagarono con controlli, schedature e persecuzioni la loro opposizione al fascismo. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato alla presentazione del volume I sovversivi della montagna reggiana. Ribelli e antifascisti della montagna reggiana nelle carte di Polizia, pubblicato da TM Edizioni, in programma sabato 8 agosto alle ore 18 negli spazi di Quarta Dimensione, in via Roma 41 a Cavola di Toano.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Toano insieme ad ANPI sezione di Toano, Quarta Dimensione, Istoreco, Museo della Repubblica di Montefiorino, ALPI-Apc Re e Villacultura APS, si aprirà con i saluti del sindaco Leonardo Perugi, ai quali seguiranno gli interventi dei curatori della ricerca e alcune letture proposte dall’associazione Quarta Dimensione.

Il volume nasce da un’approfondita ricerca negli archivi della Polizia politica e ricostruisce le storie di coloro che il regime classificò come “sovversivi”, perché ritenuti pericolosi per le loro idee, il loro impegno politico o le loro frequentazioni. Attraverso documenti originali e materiali d’archivio emerge un patrimonio di testimonianze che permette di ricomporre una pagina fondamentale della storia dell’Appennino reggiano e dell’antifascismo italiano, riportando alla luce vicende individuali che raccontano il prezzo della libertà e del dissenso.

Nel corso della presentazione sarà dedicato uno spazio particolare ai cittadini di Toano le cui storie sono raccolte nel libro. Si parlerà infatti di Egidio Sebastiano Bargi, Arnaldo Baroni, Egidio Caselli, Battista Felici, Domenico Ferrari, Paolini Ferrari, Geminiano Gandini, Giuseppe Grossi, Pio Lombardi, Luigi Lusetti, Ettore Scalabrini e Geminiano Taghetti, protagonisti di vicende che testimoniano come anche nelle comunità dell’Appennino fossero presenti persone che scelsero di non conformarsi al regime, finendo così sotto la stretta sorveglianza delle autorità fasciste.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per approfondire una parte importante della storia locale, valorizzando il lavoro di ricerca storica e archivistica e contribuendo a mantenere viva la memoria di chi, anche nei piccoli paesi della montagna reggiana, difese i valori della libertà e della democrazia ben prima della nascita della Resistenza armata.

 

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